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Investire nel mercato volontario dei crediti di carbonio con il supporto di CeR

Nel tentativo di evitare danni irreversibili al cambiamento climatico, l’obiettivo comune deve essere quello di ridurre le emissioni di gas serra (GHG) del 50% entro il 2030 e diventare un pianeta “net zero” entro il 2050.

Il raggiungimento degli obiettivi “net zero” in accordanza con il Protocollo Kyoto del 1997, della Conferenza di Parigi del 2015 e del Glasgow COP26 del 2021 richiede un investimento esponenziale in progetti più ecologicamente sostenibili e sarà necessario investire (collettivamente) circa 94 miliardi di Euro da qui al 2050.

Come abbiamo accennato in un nostro precedente articolo, vi sono essenzialmente due tipologie di mercato relative ai crediti di carbonio:

  • Il mercato involontario/di conformità (sovrinteso direttamente dai Governi di tutto il mondo), il quale consente alle aziende di acquisire un permesso per produrre emissioni GHG sotto forma di crediti di carbonio
  • Il mercato volontario, ossia un’infrastruttura pensata per un approccio più proattivo e per investimenti mirati sulla sostenibilità ambientale a medio-lungo termine

Per quanto all’apparenza possano sembrare simili, il mercato di conformità è orientato prevalentemente verso le multinazionali perché il suo scopo è quello di imporre dei limiti (e dei costi) tangibili per tutte quelle imprese che producono annualmente grandi volumi di emissioni GHG.

Il mercato volontario invece, come abbiamo accennato poc’anzi, consente una maggiore flessibilità in termini di investimenti e offre maggiori incentivi per chiunque, anche le piccole e medie imprese (PMI) o i singoli individui, voglia impegnarsi attivamente per salvare il nostro pianeta, ed è proprio da qui che vogliamo iniziare.

Nel corso di questo articolo, approfondiremo questo concetto di mercato volontario, più nello specifico parleremo dei seguenti temi:

Il mercato volontario dei crediti di carbonio fa della qualità e dell’integrità le sue caratteristiche fondamentali

l’obbligatorietà di far sì che la mitigazione delle emissioni GHG sia tangibile e, soprattutto, permanente, cercando di ridurre al tempo stesso il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Negli ultimi dieci anni il mercato volontario dei crediti di carbonio è stato in grado di contribuire al raggiungimento di questi obiettivi.

Con l’aiuto del consiglio di integrità per il mercato volontario dei crediti di carbonio (ICVCM), ossia un organo indipendente che si occupa di sovrintendere questo mercato, è possibile assicurarsi che il mercato volontario venga utilizzato esclusivamente per progetti di sostenibilità ecologica che siano verificabili, legittimi e, soprattutto, efficaci.

Ecco perché all’interno del mercato volontario dei crediti di carbonio si cerca di puntare su progetti di qualità, che siano in grado di avere un impatto iniziale immediato e che siano, al tempo stesso, capaci di compensare per l’impronta di carbonio residua, qualora essa risulti essere inevitabile.

Secondo uno studio condotto da South Pole, negli ultimi 10 anni il mercato volontario dei crediti di carbonio ha contribuito alla rimozione di circa 850 milioni di tonnellate di emissioni GHG.

Entrando nel mercato volontario dei crediti di carbonio, ci si inserisce in un mercato in rapida e forte crescita

Per quanto la maggior parte delle multinazionali si concentri sul mercato di conformità, anche la sua controparte volontaria è in forte e rapida ascesa.

Secondo gli esperti di Ecosystem Marketplace, il mercato volontario dei crediti di carbonio ha raggiunto cifre da record nel 2021, sfondando la soglia del miliardo di dollari in un solo anno.

Negli ultimi 12 mesi, infatti, il mercato volontario è cresciuto del 190% e si prevede che entro la fine del 2022 il suo valore crescerà di un ulteriore 50%-80%.

Tra tutte le aziende impegnate nel mercato volontario, troviamo anche dei veri e propri colossi imprenditoriali come Amazon, il quale si aggiunge al circa il 60% delle aziende, a livello globale, impegnate a diventare “net zero” entro il 2050.

Secondo le previsioni, si stima un’ulteriore crescita del mercato volontario pari a 10 volte il suo valore attuale entro il 2030, di 20 volte entro il 2040 e di circa 26 volte entro il 2050.

Perché conviene investire nel mercato volontario dei crediti di carbonio con il supporto di CeR

Con sempre più aziende pubbliche e private impegnate nel raggiungimento degli obiettivi “net zero”, la credibilità del mercato volontario sarà della massima importanza.

Con l’aiuto dell’ICVCM impegnato a garantire la trasparenza, la credibilità e la qualità dei progetti green, secondo gli esperti i crediti di carbonio possono diventare il nuovo standard per gli investitori e per tutte le aziende interessate a ridurre le proprie emissioni GHG.

Queste finalità si sposano alla perfezione con quelli che sono i nostri valori, perché qui a Consulenza e Risorse (CeR) il nostro obiettivo è quello di aiutare i nostri partner a diventare delle realtà aziendali ecosostenibili e autosufficienti, così che possano contribuire insieme a noi alla salvaguardia del nostro pianeta.

Come abbiamo visto nel corso di questo articolo, investire nei crediti di carbonio è diventata ormai un’alternativa più che valida per raggiungere gli obiettivi “net zero” e questo successo lo si deve soprattutto all’accessibilità del mercato volontario stesso.

Non bisogna essere una multinazionale per avere accesso ai crediti di carbonio, perché il mercato volontario non è precluso a nessuno, chiunque può entrarvi, anche le PMI o addirittura i singoli individui.

Qui a CeR riteniamo che sia importante per le imprese assumere un ruolo da protagonista in questa campagna di sensibilizzazione per l’ecosostenibilità e il raggiungimento globale del “net zero”.

Se fossi interessato a saperne di più e a scoprire come inserirti nel mercato volontario dei crediti di carbonio, non esitare a contattarci per una consulenza, il nostro team di esperti sarà a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande e aiutarti ad intraprendere un percorso di adozione di pratiche ecosostenibili e rispettose dell’ambiente.

Nel tentativo di evitare danni irreversibili al cambiamento climatico, l’obiettivo comune deve essere quello di ridurre le emissioni di gas serra (GHG) del 50% entro il 2030 e diventare un pianeta “net zero” entro il 2050.

Il raggiungimento degli obiettivi “net zero” in accordanza con il Protocollo Kyoto del 1997, della Conferenza di Parigi del 2015 e del Glasgow COP26 del 2021 richiede un investimento esponenziale in progetti più ecologicamente sostenibili e sarà necessario investire (collettivamente) circa 94 miliardi di Euro da qui al 2050.

Come abbiamo accennato in un nostro precedente articolo, vi sono essenzialmente due tipologie di mercato relative ai crediti di carbonio:

  • Il mercato involontario/di conformità (sovrinteso direttamente dai Governi di tutto il mondo), il quale consente alle aziende di acquisire un permesso per produrre emissioni GHG sotto forma di crediti di carbonio
  • Il mercato volontario, ossia un’infrastruttura pensata per un approccio più proattivo e per investimenti mirati sulla sostenibilità ambientale a medio-lungo termine

Per quanto all’apparenza possano sembrare simili, il mercato di conformità è orientato prevalentemente verso le multinazionali perché il suo scopo è quello di imporre dei limiti (e dei costi) tangibili per tutte quelle imprese che producono annualmente grandi volumi di emissioni GHG.

Il mercato volontario invece, come abbiamo accennato poc’anzi, consente una maggiore flessibilità in termini di investimenti e offre maggiori incentivi per chiunque, anche le piccole e medie imprese (PMI) o i singoli individui, voglia impegnarsi attivamente per salvare il nostro pianeta, ed è proprio da qui che vogliamo iniziare.

Nel corso di questo articolo, approfondiremo questo concetto di mercato volontario, più nello specifico parleremo dei seguenti temi:

Il mercato volontario dei crediti di carbonio fa della qualità e dell’integrità le sue caratteristiche fondamentali

l’obbligatorietà di far sì che la mitigazione delle emissioni GHG sia tangibile e, soprattutto, permanente, cercando di ridurre al tempo stesso il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Negli ultimi dieci anni il mercato volontario dei crediti di carbonio è stato in grado di contribuire al raggiungimento di questi obiettivi.

Con l’aiuto del consiglio di integrità per il mercato volontario dei crediti di carbonio (ICVCM), ossia un organo indipendente che si occupa di sovrintendere questo mercato, è possibile assicurarsi che il mercato volontario venga utilizzato esclusivamente per progetti di sostenibilità ecologica che siano verificabili, legittimi e, soprattutto, efficaci.

Ecco perché all’interno del mercato volontario dei crediti di carbonio si cerca di puntare su progetti di qualità, che siano in grado di avere un impatto iniziale immediato e che siano, al tempo stesso, capaci di compensare per l’impronta di carbonio residua, qualora essa risulti essere inevitabile.

Secondo uno studio condotto da South Pole, negli ultimi 10 anni il mercato volontario dei crediti di carbonio ha contribuito alla rimozione di circa 850 milioni di tonnellate di emissioni GHG.

Entrando nel mercato volontario dei crediti di carbonio, ci si inserisce in un mercato in rapida e forte crescita

Per quanto la maggior parte delle multinazionali si concentri sul mercato di conformità, anche la sua controparte volontaria è in forte e rapida ascesa.

Secondo gli esperti di Ecosystem Marketplace, il mercato volontario dei crediti di carbonio ha raggiunto cifre da record nel 2021, sfondando la soglia del miliardo di dollari in un solo anno.

Negli ultimi 12 mesi, infatti, il mercato volontario è cresciuto del 190% e si prevede che entro la fine del 2022 il suo valore crescerà di un ulteriore 50%-80%.

Tra tutte le aziende impegnate nel mercato volontario, troviamo anche dei veri e propri colossi imprenditoriali come Amazon, il quale si aggiunge al circa il 60% delle aziende, a livello globale, impegnate a diventare “net zero” entro il 2050.

Secondo le previsioni, si stima un’ulteriore crescita del mercato volontario pari a 10 volte il suo valore attuale entro il 2030, di 20 volte entro il 2040 e di circa 26 volte entro il 2050.

Perché conviene investire nel mercato volontario dei crediti di carbonio con il supporto di CeR

Con sempre più aziende pubbliche e private impegnate nel raggiungimento degli obiettivi “net zero”, la credibilità del mercato volontario sarà della massima importanza.

Con l’aiuto dell’ICVCM impegnato a garantire la trasparenza, la credibilità e la qualità dei progetti green, secondo gli esperti i crediti di carbonio possono diventare il nuovo standard per gli investitori e per tutte le aziende interessate a ridurre le proprie emissioni GHG.

Queste finalità si sposano alla perfezione con quelli che sono i nostri valori, perché qui a Consulenza e Risorse (CeR) il nostro obiettivo è quello di aiutare i nostri partner a diventare delle realtà aziendali ecosostenibili e autosufficienti, così che possano contribuire insieme a noi alla salvaguardia del nostro pianeta.

Come abbiamo visto nel corso di questo articolo, investire nei crediti di carbonio è diventata ormai un’alternativa più che valida per raggiungere gli obiettivi “net zero” e questo successo lo si deve soprattutto all’accessibilità del mercato volontario stesso.

Non bisogna essere una multinazionale per avere accesso ai crediti di carbonio, perché il mercato volontario non è precluso a nessuno, chiunque può entrarvi, anche le PMI o addirittura i singoli individui.

Qui a CeR riteniamo che sia importante per le imprese assumere un ruolo da protagonista in questa campagna di sensibilizzazione per l’ecosostenibilità e il raggiungimento globale del “net zero”.

Se fossi interessato a saperne di più e a scoprire come inserirti nel mercato volontario dei crediti di carbonio, non esitare a contattarci per una consulenza, il nostro team di esperti sarà a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande e aiutarti ad intraprendere un percorso di adozione di pratiche ecosostenibili e rispettose dell’ambiente.