Recitava così un vecchio detto popolare. Mai tanto vero come in questo periodo storico dove la sostenibilità ambientale è fondamentale anche nel settore pesca e ittico.
E’ il 4 luglio 2024 quando il WWF denuncia il pericoloso avvicinamento al “Fish Dependence Day” per l’Europa.
Si tratta del momento nel quale virtualmente finisce la disponibilità di pesce nel Mediterraneo, che risulta essere il secondo mare più sovrasfruttato al mondo (58% di stock ittici sovrapescati contro una media circa del 37% a livello globale).
Vale a dire che se la richiesta di prodotti ittici dell’Europa venisse soddisfatta esclusivamente dal pescato europeo, alla data indicata non ci sarebbe più disponibilità.
A quanto pare l’immobilità nei confronti delle problematiche legate al mondo ittico fanno si che questa giornata venga anticipata di anno in anno.
Inquinamento, cambiamenti climatici, interventi (inconsapevoli o meno) dell’uomo nella biodiversità, sovrasfruttamento (In Europa la richiesta di prodotti ittici è esageratamente alta, ogni cittadino europeo consuma in media circa 23 chili di pesce all’anno, gli italiani superano in media i 30 chili) le principali cause che hanno portato i mari a non essere più in grado di far fronte a tutto il consumo e a non autorigenerarsi con la medesima capacità che avevano in passato.
La necessità di svegliarsi, di uscire dall’immobilismo è più che evidente per non rischiare di arrivare, un giorno, al collasso degli stock ittici.
Salvaguardare gli ecosistemi marini, promuovere metodologie di pesca più sostenibili, combattere la pesca illegale, impegnarsi in opere di riduzione dell’inquinamento marino (dalla rimozione della plastica nei mari all’inquinamento da combustibile) sono solo alcune delle azioni che possono essere fatte per andare nella giusta direzione.
Lo scorso anno CeR ha dato vita a una sperimentazione innovativa per la riduzione delle emissioni dei gas di scarico, della CO2 e del consumo di combustibile nel settore della pesca per la sostenibilità ambientale settore pesca e ittico.
Il Progetto FERST, anche grazie alla visione del Comune di Monte Argentario e alla fattiva collaborazione del Flag Costa d’Argento, ha preso vita portando a risultati estremamente favorevoli.
FERST è stato il primo progetto di sperimentazione nel settore della pesca, replicabile e modulabile sulle necessità del singolo territorio.
Recitava così un vecchio detto popolare. Mai tanto vero come in questo periodo storico.
E’ il 4 luglio 2024 quando il WWF denuncia il pericoloso avvicinamento al “Fish Dependence Day” per l’Europa.
Si tratta del momento nel quale virtualmente finisce la disponibilità di pesce nel Mediterraneo, che risulta essere il secondo mare più sovrasfruttato al mondo (58% di stock ittici sovrapescati contro una media circa del 37% a livello globale).
Vale a dire che se la richiesta di prodotti ittici dell’Europa venisse soddisfatta esclusivamente dal pescato europeo, alla data indicata non ci sarebbe più disponibilità.
A quanto pare l’immobilità nei confronti delle problematiche legate al mondo ittico fanno si che questa giornata venga anticipata di anno in anno.
Inquinamento, cambiamenti climatici, interventi (inconsapevoli o meno) dell’uomo nella biodiversità, sovrasfruttamento (In Europa la richiesta di prodotti ittici è esageratamente alta, ogni cittadino europeo consuma in media circa 23 chili di pesce all’anno, gli italiani superano in media i 30 chili) le principali cause che hanno portato i mari a non essere più in grado di far fronte a tutto il consumo e a non autorigenerarsi con la medesima capacità che avevano in passato.
La necessità di svegliarsi, di uscire dall’immobilismo è più che evidente per non rischiare di arrivare, un giorno, al collasso degli stock ittici.
Salvaguardare gli ecosistemi marini, promuovere metodologie di pesca più sostenibili, combattere la pesca illegale, impegnarsi in opere di riduzione dell’inquinamento marino (dalla rimozione della plastica nei mari all’inquinamento da combustibile) sono solo alcune delle azioni che possono essere fatte per andare nella giusta direzione.
Lo scorso anno CeR ha dato vita a una sperimentazione innovativa per la riduzione delle emissioni dei gas di scarico, della CO2 e del consumo di combustibile nel settore della pesca.
Il Progetto FERST, anche grazie alla visione del Comune di Monte Argentario e alla fattiva collaborazione del Flag Costa d’Argento, ha preso vita portando a risultati estremamente favorevoli.
FERST è stato il primo progetto di sperimentazione nel settore della pesca, replicabile e modulabile sulle necessità del singolo territorio.