Nuovi dati emergono dal Future of jobs Report 2025 in materia di lavoro e innovazione.
Strutturato sulle prospettive di più di 1000 aziende globali (26 settori, 14 milioni di lavoratori) con il rapporto sono stati individuati i cambiamenti che stanno avvenendo oggi ed è stata presentata una visione di cosa ci aspetta domani.
Il dato più preoccupante: circa il 59% della forza lavoro globale avrà bisogno di riqualificazione entro il 2030.
Da una stima risulta che 92 milioni di posti di lavoro andranno perduti ma che ne verranno creati 170 milioni nuovi.
Dallo studio risulta che le principali figure professionali che vedranno una crescita in termine di volume sono le figure professionali legate al mondo dell’assistenza alla persona (infermieri, assistenti sociali, insegnanti,…) e le figure che lavorano in prima linea (braccianti agricoli, addetti alla trasformazione alimentare, autisti di consegne, operai edili,…).
Figure quali cassieri, addetti alla biglietteria, impiegati amministrativi, segretarie esecutive, impiegati del servizio postale, impiegati di banca e di immissione dati vedranno invece un calo nei numeri.
Tra i principali fattori che, singolarmente o combinati tra loro, contribuiranno a modificare il mondo del lavoro ci sono: cambiamenti tecnologici, frammentazione geoeconomica, incertezza economica, cambiamenti demografici e transizione verde.
I cambiamenti tecnologici (AI, robotica, automazione,…), individuati come prima tra le cause della trasformazione in atto, renderanno indispensabili nuove competenze ad essi strettamente correlate. Risulta tuttavia che non solo le competenze legate alle nuove tecnologie saranno fondamentali ma anche competenze prettamente umane quali:
- pensiero creativo
- resilienza, flessibilità e agilità
- pensiero analitico
- influenza sociale
- leadership
- motivazione e consapevolezza di sé
- pensiero sistemico
- gestione dei talenti
- curiosità e apprendimento permanente
Tutte caratteristiche che le macchine non possono replicare e che fanno dell’essere umano una necessità insostituibile.
Nuove competenze corrispondono a nuovi talenti che le aziende mirano ad attrarre attraverso diverse strategie che i più lungimiranti già stanno mettendo in atto. Investire in progetti che mirino al benessere dei lavoratori così come attuare iniziative di diversità, equità e inclusione faranno la differenza in termini di attrattività.
Abbiamo parlato di benessere dei dipendenti qui, di parità di genere qui e di progettualità qui. Professionisti affidabili sono fondamentali per affiancare le aziende nella costruzione di progetti atti a raggiungere quel cambiamento interno che oggi più che mai risulta essere indispensabile per resistere e crescere.
Nuovi dati emergono dal Future of jobs Report 2025 in materia di lavoro e innovazione.
Strutturato sulle prospettive di più di 1000 aziende globali (26 settori, 14 milioni di lavoratori) con il rapporto sono stati individuati i cambiamenti che stanno avvenendo oggi ed è stata presentata una visione di cosa ci aspetta domani.
Il dato più preoccupante: circa il 59% della forza lavoro globale avrà bisogno di riqualificazione entro il 2030.
Da una stima risulta che 92 milioni di posti di lavoro andranno perduti ma che ne verranno creati 170 milioni nuovi.
Dallo studio risulta che le principali figure professionali che vedranno una crescita in termine di volume sono le figure professionali legate al mondo dell’assistenza alla persona (infermieri, assistenti sociali, insegnanti,…) e le figure che lavorano in prima linea (braccianti agricoli, addetti alla trasformazione alimentare, autisti di consegne, operai edili,…).
Figure quali cassieri, addetti alla biglietteria, impiegati amministrativi, segretarie esecutive, impiegati del servizio postale, impiegati di banca e di immissione dati vedranno invece un calo nei numeri.
Tra i principali fattori che, singolarmente o combinati tra loro, contribuiranno a modificare il mondo del lavoro ci sono: cambiamenti tecnologici, frammentazione geoeconomica, incertezza economica, cambiamenti demografici e transizione verde.
I cambiamenti tecnologici (AI, robotica, automazione,…), individuati come prima tra le cause della trasformazione in atto, renderanno indispensabili nuove competenze ad essi strettamente correlate. Risulta tuttavia che non solo le competenze legate alle nuove tecnologie saranno fondamentali ma anche competenze prettamente umane quali:
- pensiero creativo
- resilienza, flessibilità e agilità
- pensiero analitico
- influenza sociale
- leadership
- motivazione e consapevolezza di sé
- pensiero sistemico
- gestione dei talenti
- curiosità e apprendimento permanente
Tutte caratteristiche che le macchine non possono replicare e che fanno dell’essere umano una necessità insostituibile.
Nuove competenze corrispondono a nuovi talenti che le aziende mirano ad attrarre attraverso diverse strategie che i più lungimiranti già stanno mettendo in atto. Investire in progetti che mirino al benessere dei lavoratori così come attuare iniziative di diversità, equità e inclusione faranno la differenza in termini di attrattività.
Abbiamo parlato di benessere dei dipendenti qui, di parità di genere qui e di progettualità qui. Professionisti affidabili sono fondamentali per affiancare le aziende nella costruzione di progetti atti a raggiungere quel cambiamento interno che oggi più che mai risulta essere indispensabile per resistere e crescere.