La fine di agosto si è portata via il periodo tradizionale di vacanze di massa, quello nel quale la popolazione (sicuramente quella italiana) si muove per raggiungere i posti di villeggiatura (che termine obsoleto) e questo ci consente di tirare le prime somme.
Sembra, dai primi sondaggi fatti, che nell’estate 2025 i vacanzieri abbiano avuto un occhio di riguardo nei confronti della sostenibilità scegliendo resort eco-sostenibili, destinazioni a basso impatto e optando per pratiche responsabili come il turismo rigenerativo o il supporto alle economie locali.
Considerata la crescita costante dell’interesse dei viaggiatori nei confronti di strutture ed esperienze che rispecchino standard di sostenibilità è ormai chiaro a chi si occupa di turismo quanto sia importante avvicinarsi alla sostenibilità ad esempio attraverso l’adozione di tecnologie a basso consumo energetico e l’eliminazione della plastica monouso per l’ambiente; il supporto all’economia locale e la valorizzazione della cultura del territorio per la sostenibilità sociale ed economica; o ancora l’offerta di esperienze turistiche che promuovano la consapevolezza e il rispetto delle risorse e delle comunità locali.
Ma come comunicare agli avventori il raggiungimento di standard di sostenibilità?
Qui intervengono le certificazioni che, come in tutte le pratiche legate agli ESG, certificano (come dice la parola) il lavoro svolto e l’obiettivo raggiunto.
La presenza di queste certificazioni garantisce al vacanziere che la tal struttura è top in ottica sostenibilità.
Ma quali sono queste certificazioni?
Qui di seguito le principali
Global Sustainable Tourism Council (GSTC) riconosciuto a livello internazionale e collegato agli obiettivi dell’ONU, definisce e verifica i criteri ambientali, sociali ed economici globali di sostenibilità per il turismo
ISO 21401 definisce i requisiti di riferimento internazionale per la valorizzazione delle buone pratiche di sostenibilità (ad es. impegno per la protezione dell’ambiente e i diritti umani) nel settore del turismo
Green Key definisce, a livello mondiale, gli standard di eccellenza della sostenibilità nell’ospitalità turistica. Si tratta del programma di certificazione ambientale volontaria per le strutture turistiche più diffuso al mondo.
Oltre a queste molte altre certificazioni più specifiche definiscono la sostenibilità all’interno del settore turismo.
Tra queste indichiamo:
Legambiente turismo nato nel 1997 con l’obbiettivo di ridurre l’impatto ambientale del turismo in Italia e di favorire vacanze consapevoli
Green Globe riconosciuto in tutto il mondo nell’ambito del turismo sostenibile e del rispetto sociale
Biosphere Responsible Tourism, anch’esso riconosciuto a livello internazionale, accerta l’impronta ambientale delle varie aziende turistiche e controlla i processi aziendali e le offerte sulla base della loro sostenibilità ambientale e sociale
European Ecolabel è un marchio europeo. Certifica qualità e impatto delle strutture sulla natura e sull’ambiente
Travellife è una certificazione internazionale e si basa su standard di sostenibilità e responsabilità aziendale riconosciuti in tutto il mondo
Al viaggiatore che vuole muoversi in ottica sostenibilità non resta che accertarsi che la struttura presso la quale si appoggia abbia una o più delle certificazioni fin qui indicate.
Ma siamo certi che questa è l’unica cosa che il viaggiatore può fare per far si che la sua vacanza sia sostenibile?
Visto che stiamo tirando le somme facciamolo anche in questo caso.
Qui di seguito una lista di cose che il vacanziere sostenibile ha fatto:
- Camminare nelle brevi distanze
- Utilizzare mezzi pubblici (autobus, bike sharing,…)
- Prediligere l’uso della bicicletta al motorino
- Rispettare animali e piante
- Prediligere guide locali in eventuali tour
- Evitare di acquistare o di raccogliere souvenir protetti (conchiglie, legni tropicali intagliati, avorio,…)
- Accertarsi di aver spento luce e aria condizionata
- Chiedere il cambio delle salviette dopo due o più giorni
- Non usare le confezioni monodose degli hotel (shampoo, saponi,….)
- Utilizzare borse di stoffa per eventuali acquisti
- Utilizzare borracce per sostituire le bottigliette monouso
- Non abbandonare rifiuti
- Prediligere il cibo locale
La lista potrebbe essere ancora molto più lunga.
Ci limitiamo avendo il sospetto, ma sperando il contrario, che già in questo modo spuntare le diverse voci come “fatto” possa rappresentare una bella sfida per molti.
L’impegno è costante e anche le piccole azioni possono fare la differenza.
La fine di agosto si è portata via il periodo tradizionale di vacanze di massa, quello nel quale la popolazione (sicuramente quella italiana) si muove per raggiungere i posti di villeggiatura (che termine obsoleto) e questo ci consente di tirare le prime somme.
Sembra, dai primi sondaggi fatti, che nell’estate 2025 i vacanzieri abbiano avuto un occhio di riguardo nei confronti della sostenibilità scegliendo resort eco-sostenibili, destinazioni a basso impatto e optando per pratiche responsabili come il turismo rigenerativo o il supporto alle economie locali.
Considerata la crescita costante dell’interesse dei viaggiatori nei confronti di strutture ed esperienze che rispecchino standard di sostenibilità è ormai chiaro a chi si occupa di turismo quanto sia importante avvicinarsi alla sostenibilità ad esempio attraverso l’adozione di tecnologie a basso consumo energetico e l’eliminazione della plastica monouso per l’ambiente; il supporto all’economia locale e la valorizzazione della cultura del territorio per la sostenibilità sociale ed economica; o ancora l’offerta di esperienze turistiche che promuovano la consapevolezza e il rispetto delle risorse e delle comunità locali.
Ma come comunicare agli avventori il raggiungimento di standard di sostenibilità?
Qui intervengono le certificazioni che, come in tutte le pratiche legate agli ESG, certificano (come dice la parola) il lavoro svolto e l’obiettivo raggiunto.
La presenza di queste certificazioni garantisce al vacanziere che la tal struttura è top in ottica sostenibilità.
Ma quali sono queste certificazioni?
Qui di seguito le principali
Global Sustainable Tourism Council (GSTC) riconosciuto a livello internazionale e collegato agli obiettivi dell’ONU, definisce e verifica i criteri ambientali, sociali ed economici globali di sostenibilità per il turismo
ISO 21401 definisce i requisiti di riferimento internazionale per la valorizzazione delle buone pratiche di sostenibilità (ad es. impegno per la protezione dell’ambiente e i diritti umani) nel settore del turismo
Green Key definisce, a livello mondiale, gli standard di eccellenza della sostenibilità nell’ospitalità turistica. Si tratta del programma di certificazione ambientale volontaria per le strutture turistiche più diffuso al mondo.
Oltre a queste molte altre certificazioni più specifiche definiscono la sostenibilità all’interno del settore turismo.
Tra queste indichiamo:
Legambiente turismo nato nel 1997 con l’obbiettivo di ridurre l’impatto ambientale del turismo in Italia e di favorire vacanze consapevoli
Green Globe riconosciuto in tutto il mondo nell’ambito del turismo sostenibile e del rispetto sociale
Biosphere Responsible Tourism, anch’esso riconosciuto a livello internazionale, accerta l’impronta ambientale delle varie aziende turistiche e controlla i processi aziendali e le offerte sulla base della loro sostenibilità ambientale e sociale
European Ecolabel è un marchio europeo. Certifica qualità e impatto delle strutture sulla natura e sull’ambiente
Travellife è una certificazione internazionale e si basa su standard di sostenibilità e responsabilità aziendale riconosciuti in tutto il mondo
Al viaggiatore che vuole muoversi in ottica sostenibilità non resta che accertarsi che la struttura presso la quale si appoggia abbia una o più delle certificazioni fin qui indicate.
Ma siamo certi che questa è l’unica cosa che il viaggiatore può fare per far si che la sua vacanza sia sostenibile?
Visto che stiamo tirando le somme facciamolo anche in questo caso.
Qui di seguito una lista di cose che il vacanziere sostenibile ha fatto:
- Camminare nelle brevi distanze
- Utilizzare mezzi pubblici (autobus, bike sharing,…)
- Prediligere l’uso della bicicletta al motorino
- Rispettare animali e piante
- Prediligere guide locali in eventuali tour
- Evitare di acquistare o di raccogliere souvenir protetti (conchiglie, legni tropicali intagliati, avorio,…)
- Accertarsi di aver spento luce e aria condizionata
- Chiedere il cambio delle salviette dopo due o più giorni
- Non usare le confezioni monodose degli hotel (shampoo, saponi,….)
- Utilizzare borse di stoffa per eventuali acquisti
- Utilizzare borracce per sostituire le bottigliette monouso
- Non abbandonare rifiuti
- Prediligere il cibo locale
La lista potrebbe essere ancora molto più lunga.
Ci limitiamo avendo il sospetto, ma sperando il contrario, che già in questo modo spuntare le diverse voci come “fatto” possa rappresentare una bella sfida per molti.
L’impegno è costante e anche le piccole azioni possono fare la differenza.