Innovazione, sostenibilità, etica e digitalizzazione sono i buoni propositi per le imprese.
A inizio anno siamo soliti elencare i buoni propositi. Si tratta di un tentativo di fare programmazione delle nostre vite, cercando di inserire fattori di miglioramento, per renderci più competitivi nelle relazioni sociali.
Le imprese ogni anno pianificano, predispongono i budget per raggiungere i loro obiettivi. In questa pianificazione è indispensabile definire anche voci come innovazione, ricerca e sviluppo e, per quelle imprese che hanno colto o vogliono cogliere le opportunità anche etiche, i piani di sostenibilità.
Abbiamo immaginato l’impresa come una persona che decide di stilare i buoni propositi per l’anno 2026.
Ecco, quindi, i dieci buoni propositi che un’impresa italiana potrebbe adottare per il 2026, con un focus su innovazione, sostenibilità, etica e digitalizzazione:
| # | Proposito | Come realizzarlo |
| 1 | Investire in R&D per tecnologie verdi | Destinare almeno il 5 % del fatturato a progetti di ricerca su energie rinnovabili, materiali riciclabili e processi a bassa emissione. |
| 2 | Digitalizzare la catena di approvvigionamento | Implementare piattaforme basate su blockchain o IoT per tracciare materie prime, ridurre sprechi e aumentare trasparenza. |
| 3 | Adottare politiche di lavoro flessibile e inclusivo | Offrire smart‑working, programmi di formazione continua e iniziative per la diversità di genere, etnia e abilità. |
| 4 | Ridurre l’impronta carbonica del 30 % | Misurare le emissioni con standard ISO 14064, passare a veicoli elettrici per la logistica e ottimizzare l’efficienza energetica degli stabilimenti. |
| 5 | Promuovere l’etica dei dati | Implementare una governance dei dati conforme al GDPR, garantendo trasparenza sull’uso delle informazioni dei clienti e dei dipendenti. |
| 6 | Collaborare con startup e università | Creare incubatori o partnership per accelerare lo sviluppo di soluzioni AI, robotica e manufatti intelligenti. |
| 7 | Offrire prodotti/servizi circolari | Progettare prodotti con ciclo di vita chiuso, incentivare il riuso e il riciclo tramite programmi di take‑back. |
| 8 | Implementare sistemi di monitoraggio della sostenibilità | Utilizzare dashboard ESG (Environmental, Social, Governance) per rendere conto dei progressi a stakeholder e investitori. |
| 9 | Formare una cultura dell’innovazione continua | Organizzare hackathon interni, premi per idee innovative e spazi di coworking per favorire la creatività. |
| 10 | Comunicare responsabilmente i risultati |
Pubblicare report di sostenibilità certificati da terze parti, evidenziando sia successi che aree di miglioramento. |
Questi propositi possono aiutare un’azienda italiana a posizionarsi come leader responsabile nel panorama competitivo del 2026, con un forte orientamento verso il futuro sostenibile e digitale.
Infine dovremmo parlare dell’undicesimo buon proposito: valutare e dotarsi di consulenti capaci di aiutarvi nel realizzare i dieci vostri buoni propositi.
Innovazione, sostenibilità, etica e digitalizzazione sono i buoni propositi per le imprese.
A inizio anno siamo soliti elencare i buoni propositi. Si tratta di un tentativo di fare programmazione delle nostre vite, cercando di inserire fattori di miglioramento, per renderci più competitivi nelle relazioni sociali.
Le imprese ogni anno pianificano, predispongono i budget per raggiungere i loro obiettivi. In questa pianificazione è indispensabile definire anche voci come innovazione, ricerca e sviluppo e, per quelle imprese che hanno colto o vogliono cogliere le opportunità anche etiche, i piani di sostenibilità.
Abbiamo immaginato l’impresa come una persona che decide di stilare i buoni propositi per l’anno 2026.
Ecco, quindi, i dieci buoni propositi che un’impresa italiana potrebbe adottare per il 2026, con un focus su innovazione, sostenibilità, etica e digitalizzazione:
| # | Proposito | Come realizzarlo |
| 1 | Investire in R&D per tecnologie verdi | Destinare almeno il 5 % del fatturato a progetti di ricerca su energie rinnovabili, materiali riciclabili e processi a bassa emissione. |
| 2 | Digitalizzare la catena di approvvigionamento | Implementare piattaforme basate su blockchain o IoT per tracciare materie prime, ridurre sprechi e aumentare trasparenza. |
| 3 | Adottare politiche di lavoro flessibile e inclusivo | Offrire smart‑working, programmi di formazione continua e iniziative per la diversità di genere, etnia e abilità. |
| 4 | Ridurre l’impronta carbonica del 30 % | Misurare le emissioni con standard ISO 14064, passare a veicoli elettrici per la logistica e ottimizzare l’efficienza energetica degli stabilimenti. |
| 5 | Promuovere l’etica dei dati | Implementare una governance dei dati conforme al GDPR, garantendo trasparenza sull’uso delle informazioni dei clienti e dei dipendenti. |
| 6 | Collaborare con startup e università | Creare incubatori o partnership per accelerare lo sviluppo di soluzioni AI, robotica e manufatti intelligenti. |
| 7 | Offrire prodotti/servizi circolari | Progettare prodotti con ciclo di vita chiuso, incentivare il riuso e il riciclo tramite programmi di take‑back. |
| 8 | Implementare sistemi di monitoraggio della sostenibilità | Utilizzare dashboard ESG (Environmental, Social, Governance) per rendere conto dei progressi a stakeholder e investitori. |
| 9 | Formare una cultura dell’innovazione continua | Organizzare hackathon interni, premi per idee innovative e spazi di coworking per favorire la creatività. |
| 10 | Comunicare responsabilmente i risultati |
Pubblicare report di sostenibilità certificati da terze parti, evidenziando sia successi che aree di miglioramento. |
Questi propositi possono aiutare un’azienda italiana a posizionarsi come leader responsabile nel panorama competitivo del 2026, con un forte orientamento verso il futuro sostenibile e digitale.
Infine dovremmo parlare dell’undicesimo buon proposito: valutare e dotarsi di consulenti capaci di aiutarvi nel realizzare i dieci vostri buoni propositi.