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Il G7 rispetto all’energia e la sostenibilità

By 11 Settembre 2024Luglio 23rd, 2025No Comments
sostenibilità

Le posizioni del G7 in merito all’energia e alla sostenibilità si caratterizzano per un forte orientamento verso la transizione energetica. I membri del gruppo hanno manifestato un impegno condiviso a ridurre drasticamente le emissioni di gas a effetto serra, promuovendo un progressivo abbandono dei combustibili fossili a favore di fonti energetiche rinnovabili.

Il G7 ha identificato una serie di obiettivi strategici che sono coerenti con le indicazioni emerse con la COP 28. In particolare l’attenzione è posta sugli effetti della transizione energetica nelle economia più deboli o in via di sviluppo; ma anche integrare una visione sicuritaria degli approvviggionamenti delle fonti energetiche, soprattutto dopo che negli ultimi anni i contenziosi e i conflitti su questo tema sono aumentati.

Il G7 ha però anche identificato una serie di azioni che mirano a esaltare un approccio innovativo e condiviso dello gestione e della produzione dell’energia in modo da favorire una maggiore sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale.

Tutto questo non è neutro rispetto alle imprese, che dovranno confrontarsi con l’esecuzione di questi piani nelle loro categorie produttive e commerciali.

Gli obiettivi strategici per la sostenibilità che il G7 ha individuato sono:

  • Decarbonizzazione dell’economia: L’adozione di misure volte a ridurre significativamente l’intensità di carbonio dei processi produttivi in tutti i settori economici. i Paesi G7 si sono impegnati a chiudere le proprie centrali a carbone entro la prima metà del prossimo decennio (2035 al più tardi) o comunque in una data compatibile con l’obbiettivo di mantenere l’aumento di temperatura entro il grado e mezzo, limitandone nel frattempo l’uso al minimo necessario.
  • Efficienza energetica: L’implementazione di politiche e tecnologie finalizzate a ottimizzare il consumo energetico, migliorando l’efficienza di edifici, industrie e sistemi di trasporto. Su questi temi la UE e gli USA hanno già varato diverse normative in materia.
  • Sviluppo delle energie rinnovabili: L’incremento degli investimenti in tecnologie solari, eoliche, idroelettriche e altre fonti rinnovabili, al fine di diversificare il mix energetico e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Per attuare l’impegno assunto alla COP 28 di triplicare la capacità di produzione al 2030, i G7 si sono impegnati a contribuire a sestuplicare la capacità degli accumuli di energia al 2030, portandola fino a 1.5 TW, a livello globale.
  • Cooperazione internazionale: La promozione di una governance energetica globale, attraverso la definizione di standard comuni e il sostegno ai Paesi in via di sviluppo nella transizione verso modelli energetici più sostenibili. Questo obiettivo sarà concretizzato con la creazione di un G7 Adaptation Accelerator Hub per accelerare le azioni di adattamento in modo da supportare concretamente anche i paesi in via di sviluppo o emergenti, come quelli africani; ma anche lo sviluppo di una “Coalizione G7 sull’Acqua” che dovrà lavorare proprio per far incontrare a livello globale le criticità su un elemento fondamentale per tutto l’ecosistema.

Temi specifici di rilevanza all’interno delle discussioni del G7 riguardano:

  • Finanziamenti per la transizione: La mobilitazione di risorse finanziarie pubbliche e private necessarie per sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione e nello sviluppo delle energie rinnovabili.
  • Giustizia climatica: L’adozione di misure per garantire una transizione energetica equa e inclusiva, mitigando gli impatti sociali ed economici sui lavoratori e le comunità più vulnerabili, come abbiamo visto supportando in modo efficace l’Africa, che è anche oggetto di un piano specifico dell’Italia (Piano Mattei).
  • Innovazione tecnologica: L’accelerazione della ricerca e dello sviluppo di tecnologie energetiche pulite e a basso impatto ambientale. Su questo tema la condivisione della fusione dovrebbe creare maggiori opportunità di abbandonare quelle pratiche di produzione energetiche che possano danneggiare l’ambiente.
  • Sicurezza energetica: La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e la riduzione della vulnerabilità a shock esterni, quali le crisi geopolitiche e le fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili. Su questo tema il G7 è stato chiaro sulla necessità di emanciparsi dal gas russo.

Conclusioni

La attenzione del G7 sul tema della sostenibilità e dell’energia è fondamentale per gestire e mantenere la rotta sugli obiettivi della COP 28. Sarà molto importante monitorare e valutare le esecuzioni di questi obiettivi e intenti in ogni nazione del G7 e relative alleanze.

La UE e gli USA hanno già operato attivamente in materia e in particolare la UE nel New Green Deal un piano specifico. A sua volta l’Italia, come altre nazioni leader, potranno tradurli in piani operativi, spesso supportati da finanziamenti.

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Le posizioni del G7 in merito all’energia e alla sostenibilità si caratterizzano per un forte orientamento verso la transizione energetica. I membri del gruppo hanno manifestato un impegno condiviso a ridurre drasticamente le emissioni di gas a effetto serra, promuovendo un progressivo abbandono dei combustibili fossili a favore di fonti energetiche rinnovabili.

Il G7 ha identificato una serie di obiettivi strategici che sono coerenti con le indicazioni emerse con la COP 28. In particolare l’attenzione è posta sugli effetti della transizione energetica nelle economia più deboli o in via di sviluppo; ma anche integrare una visione sicuritaria degli approvviggionamenti delle fonti energetiche, soprattutto dopo che negli ultimi anni i contenziosi e i conflitti su questo tema sono aumentati.

Il G7 ha però anche identificato una serie di azioni che mirano a esaltare un approccio innovativo e condiviso dello gestione e della produzione dell’energia in modo da favorire una maggiore sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale.

Tutto questo non è neutro rispetto alle imprese, che dovranno confrontarsi con l’esecuzione di questi piani nelle loro categorie produttive e commerciali.

Gli obiettivi strategici che il G7 ha individuato sono:

  • Decarbonizzazione dell’economia: L’adozione di misure volte a ridurre significativamente l’intensità di carbonio dei processi produttivi in tutti i settori economici. i Paesi G7 si sono impegnati a chiudere le proprie centrali a carbone entro la prima metà del prossimo decennio (2035 al più tardi) o comunque in una data compatibile con l’obbiettivo di mantenere l’aumento di temperatura entro il grado e mezzo, limitandone nel frattempo l’uso al minimo necessario.
  • Efficienza energetica: L’implementazione di politiche e tecnologie finalizzate a ottimizzare il consumo energetico, migliorando l’efficienza di edifici, industrie e sistemi di trasporto. Su questi temi la UE e gli USA hanno già varato diverse normative in materia.
  • Sviluppo delle energie rinnovabili: L’incremento degli investimenti in tecnologie solari, eoliche, idroelettriche e altre fonti rinnovabili, al fine di diversificare il mix energetico e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Per attuare l’impegno assunto alla COP 28 di triplicare la capacità di produzione al 2030, i G7 si sono impegnati a contribuire a sestuplicare la capacità degli accumuli di energia al 2030, portandola fino a 1.5 TW, a livello globale.
  • Cooperazione internazionale: La promozione di una governance energetica globale, attraverso la definizione di standard comuni e il sostegno ai Paesi in via di sviluppo nella transizione verso modelli energetici più sostenibili. Questo obiettivo sarà concretizzato con la creazione di un G7 Adaptation Accelerator Hub per accelerare le azioni di adattamento in modo da supportare concretamente anche i paesi in via di sviluppo o emergenti, come quelli africani; ma anche lo sviluppo di una “Coalizione G7 sull’Acqua” che dovrà lavorare proprio per far incontrare a livello globale le criticità su un elemento fondamentale per tutto l’ecosistema.

Temi specifici di rilevanza all’interno delle discussioni del G7 riguardano:

  • Finanziamenti per la transizione: La mobilitazione di risorse finanziarie pubbliche e private necessarie per sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione e nello sviluppo delle energie rinnovabili.
  • Giustizia climatica: L’adozione di misure per garantire una transizione energetica equa e inclusiva, mitigando gli impatti sociali ed economici sui lavoratori e le comunità più vulnerabili, come abbiamo visto supportando in modo efficace l’Africa, che è anche oggetto di un piano specifico dell’Italia (Piano Mattei).
  • Innovazione tecnologica: L’accelerazione della ricerca e dello sviluppo di tecnologie energetiche pulite e a basso impatto ambientale. Su questo tema la condivisione della fusione dovrebbe creare maggiori opportunità di abbandonare quelle pratiche di produzione energetiche che possano danneggiare l’ambiente.
  • Sicurezza energetica: La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e la riduzione della vulnerabilità a shock esterni, quali le crisi geopolitiche e le fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili. Su questo tema il G7 è stato chiaro sulla necessità di emanciparsi dal gas russo.

Conclusioni

La attenzione del G7 sul tema della sostenibilità e dell’energia è fondamentale per gestire e mantenere la rotta sugli obiettivi della COP 28. Sarà molto importante monitorare e valutare le esecuzioni di questi obiettivi e intenti in ogni nazione del G7 e relative alleanze.

La UE e gli USA hanno già operato attivamente in materia e in particolare la UE nel New Green Deal un piano specifico. A sua volta l’Italia, come altre nazioni leader, potranno tradurli in piani operativi, spesso supportati da finanziamenti.