ESG sostenibilità, come nella storia dell’imprenditoria italiana esistano esempi di impegno in questo campo.
Siamo all’incirca a metà del 1800.
Nuove scoperte (elettricità) e lo sviluppo della scienza chimica (petrolio e nuovi prodotti chimici) stanno per trasformare il modo di fare industria. Partendo dalla produzione anche l’aspetto economico sta per subire stravolgimenti. La velocità con la quale diventa, con il tempo, possibile produrre e il conseguente aumento della produttività fanno sì che articoli prima di nicchia diventino, anche grazie all’abbassamento del prezzo di acquisto, di uso quotidiano per la maggior parte della popolazione.
La disponibilità porta a un aumento della richiesta con l’inevitabile conseguenza di continui aumenti di produzione. A livello economico questo porta da una parte alla nascita e allo sviluppo di una classe operaia con una maggiore disponibilità economica (per l’acquisto), dall’altra spinge gli imprenditori a voler produrre sempre più per aumentare i guadagni.
Tutto questo innesca una spirale che porta, con il tempo, alla nascita di una realtà incentrata su produzione/guadagno, una realtà sempre meno a misura di uomo.
Si possono riscontrare, nel processo di rivoluzione industriale, costante aumento di consumo di materie prime, aumento dell’inquinamento, continuo aumento di produzione/richiesta (anche del superfluo), aumento dei rifiuti.
Per contro abbiamo tra le altre cose meno tempo libero, aumento della disparità tra classe ricca e il resto della popolazione, classe media sempre più povera (la società spinge, anche tramite la pubblicità, ad acquisti non necessari) e incremento di malattie legate all’inquinamento e alle scarse attenzioni sui posti di lavoro.
In un mondo che va in questa direzione nascono dei visionari. Persone, industriali, che non si accontentano di come vanno le cose ma che vogliono fare la differenza. Uomini che, grazie alla loro posizione, riescono a proporre una modalità diversa a quello che al tempo era catena di montaggio e pochi diritti.
Uomini come Adriano Olivetti che ha saputo dare corpo alla sua visione, realizzando per i suoi dipendenti una realtà nella quale il benessere del singolo (impiegato, operaio) si rifletteva sull’intera comunità.
Olivetti realizza all’interno delle sue fabbriche biblioteche ed eventi culturali per il benessere psicologico e una corretta convivenza sociale dei suoi lavoratori.
Si occupa di bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata, riconosce l’importanza di non allontanare i lavoratori dal proprio luogo di nascita, riconosce in poche parole l’importanza di far star bene i propri lavoratori.
Prima di lui altri avevano provato a realizzare qualcosa di visionario, con risultati più o meno positivi e duraturi nel tempo.
Il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda (BG) è l’esempio di come una realtà industriale può essere a misura d’uomo.
La famiglia Crespi (industriali nel settore tessile) realizza, intorno al proprio castello e alla fabbrica, un villaggio per i propri operai. Casette con orto/giardino, scuole per i figli degli operai, chiesa, negozi, ospedali, centri ricreativi per il dopo lavoro con la convinzione dell’importanza di tutelare la vita dei propri lavoratori sia dentro che fuori la fabbrica.
Uomini straordinari e sicuramente controcorrente, in una realtà dove il focus è diventato, con il tempo, lavoro lavoro lavoro a discapito del benessere personale, della vita in famiglia, dei rapporti interpersonali…di tutto ciò che ci rende umani.
Oggi anche le istituzioni e la normativa, come se ce ne fosse bisogno, stanno riscoprendo l’importanza di valorizzare le persone e nell’acronimo ESG legato alla Sostenibilità la S riveste importanza strategica.
Nella S troviamo
- Promozione di salute e sicurezza
- Inclusione, diversità ed Equità
- Coinvolgimento e soddisfazione dei dipendenti
- Impatto sulla Comunità
- Responsabilità Sociale
Lavorare in questa direzione e perseguire questi obiettivi, che per visionari come Olivetti e la famiglia Crespi erano un punto chiaro e basilare, farà la differenza tra l’essere o il non essere sul mercato nei prossimi cinque anni. Non si tratta solo di un dovere etico ma di una precisa strategia per la costruzione di una reputazione sostenibile e responsabile sul lungo termine.
CeR, grazie ad un nuovo approccio funzionale, può supportare le aziende in un percorso personalizzato verso la sostenibilità. Chiamaci per saperne di più.
ESG sostenibilità, come nella storia dell’imprenditoria italiana esistano esempi di impegno in questo campo.
Siamo all’incirca a metà del 1800.
Nuove scoperte (elettricità) e lo sviluppo della scienza chimica (petrolio e nuovi prodotti chimici) stanno per trasformare il modo di fare industria. Partendo dalla produzione anche l’aspetto economico sta per subire stravolgimenti. La velocità con la quale diventa, con il tempo, possibile produrre e il conseguente aumento della produttività fanno sì che articoli prima di nicchia diventino, anche grazie all’abbassamento del prezzo di acquisto, di uso quotidiano per la maggior parte della popolazione.
La disponibilità porta a un aumento della richiesta con l’inevitabile conseguenza di continui aumenti di produzione. A livello economico questo porta da una parte alla nascita e allo sviluppo di una classe operaia con una maggiore disponibilità economica (per l’acquisto), dall’altra spinge gli imprenditori a voler produrre sempre più per aumentare i guadagni.
Tutto questo innesca una spirale che porta, con il tempo, alla nascita di una realtà incentrata su produzione/guadagno, una realtà sempre meno a misura di uomo.
Si possono riscontrare, nel processo di rivoluzione industriale, costante aumento di consumo di materie prime, aumento dell’inquinamento, continuo aumento di produzione/richiesta (anche del superfluo), aumento dei rifiuti.
Per contro abbiamo tra le altre cose meno tempo libero, aumento della disparità tra classe ricca e il resto della popolazione, classe media sempre più povera (la società spinge, anche tramite la pubblicità, ad acquisti non necessari) e incremento di malattie legate all’inquinamento e alle scarse attenzioni sui posti di lavoro.
In un mondo che va in questa direzione nascono dei visionari. Persone, industriali, che non si accontentano di come vanno le cose ma che vogliono fare la differenza. Uomini che, grazie alla loro posizione, riescono a proporre una modalità diversa a quello che al tempo era catena di montaggio e pochi diritti.
Uomini come Adriano Olivetti che ha saputo dare corpo alla sua visione, realizzando per i suoi dipendenti una realtà nella quale il benessere del singolo (impiegato, operaio) si rifletteva sull’intera comunità.
Olivetti realizza all’interno delle sue fabbriche biblioteche ed eventi culturali per il benessere psicologico e una corretta convivenza sociale dei suoi lavoratori.
Si occupa di bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata, riconosce l’importanza di non allontanare i lavoratori dal proprio luogo di nascita, riconosce in poche parole l’importanza di far star bene i propri lavoratori.
Prima di lui altri avevano provato a realizzare qualcosa di visionario, con risultati più o meno positivi e duraturi nel tempo.
Il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda (BG) è l’esempio di come una realtà industriale può essere a misura d’uomo.
La famiglia Crespi (industriali nel settore tessile) realizza, intorno al proprio castello e alla fabbrica, un villaggio per i propri operai. Casette con orto/giardino, scuole per i figli degli operai, chiesa, negozi, ospedali, centri ricreativi per il dopo lavoro con la convinzione dell’importanza di tutelare la vita dei propri lavoratori sia dentro che fuori la fabbrica.
Uomini straordinari e sicuramente controcorrente, in una realtà dove il focus è diventato, con il tempo, lavoro lavoro lavoro a discapito del benessere personale, della vita in famiglia, dei rapporti interpersonali…di tutto ciò che ci rende umani.
Oggi anche le istituzioni e la normativa, come se ce ne fosse bisogno, stanno riscoprendo l’importanza di valorizzare le persone e nell’acronimo ESG legato alla Sostenibilità la S riveste importanza strategica.
Nella S troviamo
- Promozione di salute e sicurezza
- Inclusione, diversità ed Equità
- Coinvolgimento e soddisfazione dei dipendenti
- Impatto sulla Comunità
- Responsabilità Sociale
Lavorare in questa direzione e perseguire questi obiettivi, che per visionari come Olivetti e la famiglia Crespi erano un punto chiaro e basilare, farà la differenza tra l’essere o il non essere sul mercato nei prossimi cinque anni. Non si tratta solo di un dovere etico ma di una precisa strategia per la costruzione di una reputazione sostenibile e responsabile sul lungo termine.
CeR, grazie ad un nuovo approccio funzionale, può supportare le aziende in un percorso personalizzato verso la sostenibilità. Chiamaci per saperne di più.