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Circolarità vs Consumi

By 8 Maggio 2024Luglio 24th, 2025No Comments
economia circolare vs consumi

L’economia circolare come risposta ai consumi.

Consumiamo sempre di più. Negli ultimi cinque anni il consumo collettivo mondo è cresciuto più dell’8%. Più energia elettrica (nel 2021 in Italia il consumo è aumentato di più del 6% rispetto al 2020), più materie prime (anche se in questo caso l’Italia risulta essere un Paese virtuoso, con una crescita inferiore a quella del resto dell’Europa), più acqua, più suolo da destinare alle colture, più tutto. Nel 2023 abbiamo superato collettivamente la soglia di cento miliardi di tonnellate di materiali all’anno consumati per soddisfare bisogni e desideri necessari ma anche non necessari (beni di consumo come fast fashion e articoli usa e getta).

Nonostante l’impegno

  • nell’individuare nuove fonti di energia,
  • nell’applicare le nuove indicazioni in termini di fine vita prodotto e obsolescenza programmata,
  • nell’utilizzare materie prime seconde,
  • nello strutturare progetti di circolarità,
  • nel riuso e nel riciclo,
  • nell’ecodesign,

la crescita demografica globale (previsti 9 miliardi di persone nel 2050) e l’espansione della classe media (5 miliardi previsti entro i prossimi 10 anni), oltre che contribuire alla crescita delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, non giocano a favore della riduzione del consumo collettivo.

In un mondo utopico l’ideale sarebbe consumare di meno sulla base di un modello di decrescita. Non potendo adottare questa metodologia, l’alternativa è impegnarsi con sempre maggior slancio in attività legate all’economia circolare dove ciò che per definizione è scarto, rifiuto o materia inutilizzata, diventano materiali di partenza per nuovi modelli economici, nei quali gestione dei rifiuti e vita dei prodotti sono i due assunti fondamentali.

Ma il nostro “di più” può bastare al Pianeta?

E’ stato calcolato che nel corso di sei anni il tasso medio di circolarità negli Stati dell’Unione Europea è cresciuto di un modesto 0,4 percento e che sette nazioni hanno addirittura registrato un declino nelle loro prestazioni. Pur crescendo i progetti di circolarità il loro effetto viene mitigato da un aumento incontrollato dei consumi.

Quali cause, quali comportamenti contribuiscono al mancato raggiungimento di percentuali degne di nota?

Il futuro lo si sperimenta quotidianamente. Non è possibile aspettare domani per risolvere un problema che è conseguenza diretta di un nostro comportamento di oggi.

Ne parleremo ancora e cercheremo di analizzare i motivi (alcuni) che non ci permettono di raggiungere gli obiettivi sperati. Seguici se ti interessa.

economia circolare vs consumi

Consumiamo sempre di più. Negli ultimi cinque anni il consumo collettivo mondo è cresciuto più dell’8%. Più energia elettrica (nel 2021 in Italia il consumo è aumentato di più del 6% rispetto al 2020), più materie prime (anche se in questo caso l’Italia risulta essere un Paese virtuoso, con una crescita inferiore a quella del resto dell’Europa), più acqua, più suolo da destinare alle colture, più tutto. Nel 2023 abbiamo superato collettivamente la soglia di cento miliardi di tonnellate di materiali all’anno consumati per soddisfare bisogni e desideri necessari ma anche non necessari (beni di consumo come fast fashion e articoli usa e getta).

Nonostante l’impegno

  • nell’individuare nuove fonti di energia,
  • nell’applicare le nuove indicazioni in termini di fine vita prodotto e obsolescenza programmata,
  • nell’utilizzare materie prime seconde,
  • nello strutturare progetti di circolarità,
  • nel riuso e nel riciclo,
  • nell’ecodesign,

la crescita demografica globale (previsti 9 miliardi di persone nel 2050) e l’espansione della classe media (5 miliardi previsti entro i prossimi 10 anni), oltre che contribuire alla crescita delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, non giocano a favore della riduzione del consumo collettivo.

In un mondo utopico l’ideale sarebbe consumare di meno sulla base di un modello di decrescita. Non potendo adottare questa metodologia, l’alternativa è impegnarsi con sempre maggior slancio in attività legate all’economia circolare dove ciò che per definizione è scarto, rifiuto o materia inutilizzata, diventano materiali di partenza per nuovi modelli economici, nei quali gestione dei rifiuti e vita dei prodotti sono i due assunti fondamentali.

Ma il nostro “di più” può bastare al Pianeta?

E’ stato calcolato che nel corso di sei anni il tasso medio di circolarità negli Stati dell’Unione Europea è cresciuto di un modesto 0,4 percento e che sette nazioni hanno addirittura registrato un declino nelle loro prestazioni. Pur crescendo i progetti di circolarità il loro effetto viene mitigato da un aumento incontrollato dei consumi.

Quali cause, quali comportamenti contribuiscono al mancato raggiungimento di percentuali degne di nota?

Il futuro lo si sperimenta quotidianamente. Non è possibile aspettare domani per risolvere un problema che è conseguenza diretta di un nostro comportamento di oggi.

Ne parleremo ancora e cercheremo di analizzare i motivi (alcuni) che non ci permettono di raggiungere gli obiettivi sperati. Seguici se ti interessa.