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Riparazione. Una strada da percorrere.

By 14 Giugno 2024Luglio 23rd, 2025No Comments
economia circolare riparazione

Decidere di riparare qualcosa che si è rotto ma che ancora può essere aggiustato è una delle strade che ci permetterà di ridurre il consumo di materie prime, necessarie per la produzione del nuovo in ottica di economia circolare. Per i nostri nonni era una modalità naturale ma con il tempo, complici il progresso e il consumismo, questa modalità è andata persa nelle nebbie e chi, mosca bianca, decideva di aggiustare veniva additato e talvolta deriso. Considerata la direzione nella quale sta andando il Pianeta e il super utilizzo di materie prime che oramai non è più in grado di gestire, è assolutamente necessario tornare ad agire come una vota. Ma come sollecitare chi questa pratica non ce l’ha nel DNA?

Ecco che dall’Europa arrivano nuove misure volte a incentivare il cittadino consumatore, ma anche tutta la filiera, a far riparare i prodotti, evitando in questo modo l’acquisto del nuovo in ottica di economia circolare. Ma in cosa consistono queste misure? Abbiamo:

  • L’obbligo, per i venditori, alla riparazione gratuita entro il periodo di garanzia legale
  • L’estensione della garanzia legale per un anno da applicare ai prodotti riparati
  • L’obbligo, per gli Stati membri, a stabilire incentivi finanziari per rilanciare il settore delle riparazioni
  • I repair voucher (buoni di riparazione)

Questi ultimi consistono in incentivi finanziari, introdotti da città, Stati o Paesi, che hanno lo scopo di sollecitare i cittadini a far riparare gli articoli difettosi e danneggiati. Si tratta di supporto finanziario o di sconti da utilizzare per i servizi di riparazione. L’emittente ne decide l’importo massimo e la tipologia dei prodotti e delle riparazioni per le quali il buono può essere utilizzato ma può decidere anche quali caratteristiche deve avere l’officina che si occuperà della riparazione o come verrà gestito il finanziamento. Questo fa si che esistano moltissime varietà di repair voucher ma tutti hanno in comune di essere una spinta, nei confronti del consumatore, a riparare e a non sostituire.

In Europa sono molti i Paesi che hanno adottato programmi di finanziamento per supportare i principi dell’economia circolare e ciascuno ha caratteristiche difformi dagli altri. In Austria, dove il programma ha portato all’emissione di più di 840.000 buoni, è in atto un programma per la riparazione dei prodotti elettrici ed elettronici nel quale la richiesta del voucher deve essere fatta dal consumatore all’ente preposto alla gestione del finanziamento a seguito dell’avvenuta riparazione e del pagamento del totale della fattura. In Francia, dove le riparazioni si aggirano intorno alle 165.000, il valore del voucher viene direttamente detratto dalla fattura della riparazione e il consumatore salda l’importo restante. Ciascun Paese, ciascun Ente ha la facoltà di decidere in che modo gestire l’incentivo finanziario, la cosa importante è la spinta che, da questi repair voucher, scaturisce e la riduzione dell’impatto ambientale e climatico che ne deriva.

Affinché si diffonda la cultura della riparazione in ottica di economia circolare è, tanto per iniziare, necessario che:

  • I prodotti vengano progettati in modo che possano essere riparati (ecodesign)
  • Che i pezzi di ricambio siano disponibili e a prezzi ragionevoli
  • Che aggiornamenti software e firmware siano disponibili a lungo termine
  • Che vengano introdotte agevolazioni fiscali per il settore delle riparazioni in modo che prenda piede
economia circolare riparazione

Decidere di riparare qualcosa che si è rotto ma che ancora può essere aggiustato è una delle strade che ci permetterà di ridurre il consumo di materie prime, necessarie per la produzione del nuovo. Per i nostri nonni era una modalità naturale ma con il tempo, complici il progresso e il consumismo, questa modalità è andata persa nelle nebbie e chi, mosca bianca, decideva di aggiustare veniva additato e talvolta deriso. Considerata la direzione nella quale sta andando il Pianeta e il super utilizzo di materie prime che oramai non è più in grado di gestire, è assolutamente necessario tornare ad agire come una vota. Ma come sollecitare chi questa pratica non ce l’ha nel DNA?

Ecco che dall’Europa arrivano nuove misure volte a incentivare il cittadino consumatore, ma anche tutta la filiera, a far riparare i prodotti, evitando in questo modo l’acquisto del nuovo. Ma in cosa consistono queste misure? Abbiamo:

  • L’obbligo, per i venditori, alla riparazione gratuita entro il periodo di garanzia legale
  • L’estensione della garanzia legale per un anno da applicare ai prodotti riparati
  • L’obbligo, per gli Stati membri, a stabilire incentivi finanziari per rilanciare il settore delle riparazioni
  • I repair voucher (buoni di riparazione)

Questi ultimi consistono in incentivi finanziari, introdotti da città, Stati o Paesi, che hanno lo scopo di sollecitare i cittadini a far riparare gli articoli difettosi e danneggiati. Si tratta di supporto finanziario o di sconti da utilizzare per i servizi di riparazione. L’emittente ne decide l’importo massimo e la tipologia dei prodotti e delle riparazioni per le quali il buono può essere utilizzato ma può decidere anche quali caratteristiche deve avere l’officina che si occuperà della riparazione o come verrà gestito il finanziamento. Questo fa si che esistano moltissime varietà di repair voucher ma tutti hanno in comune di essere una spinta, nei confronti del consumatore, a riparare e a non sostituire.

In Europa sono molti i Paesi che hanno adottato programmi di finanziamento e ciascuno ha caratteristiche difformi dagli altri. In Austria, dove il programma ha portato all’emissione di più di 840.000 buoni, è in atto un programma per la riparazione dei prodotti elettrici ed elettronici nel quale la richiesta del voucher deve essere fatta dal consumatore all’ente preposto alla gestione del finanziamento a seguito dell’avvenuta riparazione e del pagamento del totale della fattura. In Francia, dove le riparazioni si aggirano intorno alle 165.000, il valore del voucher viene direttamente detratto dalla fattura della riparazione e il consumatore salda l’importo restante. Ciascun Paese, ciascun Ente ha la facoltà di decidere in che modo gestire l’incentivo finanziario, la cosa importante è la spinta che, da questi repair voucher, scaturisce e la riduzione dell’impatto ambientale e climatico che ne deriva.

Affinchè si diffonda la cultura della riparazione è, tanto per iniziare, necessario che:

  • I prodotti vengano progettati in modo che possano essere riparati (ecodesign)
  • Che i pezzi di ricambio siano disponibili e a prezzi ragionevoli
  • Che aggiornamenti software e firmware siano disponibili a lungo termine
  • Che vengano introdotte agevolazioni fiscali per il settore delle riparazioni in modo che prenda piede