Eccoci qui, ancora una volta a parlare di rifiuti e l’economia circolare. Perché, che lo si voglia oppure no, i rifiuti riguardano tutti. Questa volta ne parliamo in termini di impresa e di normativa.
Il RENTRI (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) è nato nel 2008 con la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo ed entrato in vigore in Italia, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel 2023. Si tratta di un sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti istituito per monitorare e gestire in modo efficiente la tracciabilità dei rifiuti. Le aziende, a seconda della tipologia e della dimensione, in qualche modo coinvolte nel mondo rifiuti (produttori, trasportatori, smaltitori,…) hanno dovuto adeguarsi agli obblighi imposti dal RENTRI a partire dal 15 dicembre 2024, registrarsi e registrare digitalmente le informazioni relative a produzione, movimentazione e smaltimento dei rifiuti.
- i produttori di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti e tutti gli altri soggetti diversi dai produttori iniziali dovranno iscriversi entro il 13 febbraio 2025,
- gli enti o imprese produttori di rifiuti pericolosi e non pericolosi con più di 10 dipendenti entro il 15 giugno 2025,
- gli enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con meno di 10 dipendentientro il 15 dicembre 2025
Lo scopo della gestione informatizzata, sostituendo la precedente versione cartacea, è quella di garantire maggiore trasparenza e maggior controllo sulla gestione dei rifiuti oltre che garantire utili semplificazioni burocratiche.
Cosa ha portato alla nascita del RENTRI?
In primo luogo l’emergenza rifiuti. Sovraproduzioni, accumuli incontrollati, discariche abusive, difficoltà nel trattamento di alcuni rifiuti, con conseguenti ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica, hanno evidenziato la necessità di un intervento normativo strutturale.
L’opinione pubblica che, grazie all’aumentata consapevolezza e sensibilità al problema, ha spinto alla creazione e all’applicazione di misure sempre più efficaci per la gestione dei rifiuti.
La necessità di ridurre i rifiuti, attraverso l’adozione di processi di economia circolare, e di promuovere pratiche di riciclo e recupero. Contesto nel quale il Decreto RENTRI si incastra perfettamente riducendo la dipendenza dalle discariche.
L’obbligo di conformarsi alle direttive europee che ha spinto l’Italia, grazie a digitalizzazione e l’uso di tecnologie avanzate, a rivedere e aggiornare la propria normativa sui rifiuti e l’economia circolare, introducendo strumenti più moderni e trasparenti.
La co-presenza di situazioni emergenziali e di nuove possibilità ha portato alla strutturazione di un sistema in grado di
- supportare la pubblica amministrazione nella gestione di un flusso costante di dati e informazioni sulla movimentazione dei rifiuti, per il supporto delle politiche ambientali;
- consentire l’implementazione di controlli per la prevenzione e il contrasto della gestione illecita dei rifiuti grazie alla gestione digitale;
- snellire le procedure per la gestione rapida e facilitata degli adempimenti previsti per le imprese oltre che ridurre i tempi di trasmissione dati necessari per rendicontazione e monitoraggio;
- gestire in modalità digitale milioni di documenti cartacei.
Un sistema strutturato, rapido, condiviso e digitale, per rendere il Mondo un posto con meno rifiuti.
Eccoci qui, ancora una volta a parlare di rifiuti e l’economia circolare. Perché, che lo si voglia oppure no, i rifiuti riguardano tutti. Questa volta ne parliamo in termini di impresa e di normativa.
Il RENTRI (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) è nato nel 2008 con la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo ed entrato in vigore in Italia, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel 2023. Si tratta di un sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti istituito per monitorare e gestire in modo efficiente la tracciabilità dei rifiuti. Le aziende, a seconda della tipologia e della dimensione, in qualche modo coinvolte nel mondo rifiuti (produttori, trasportatori, smaltitori,…) hanno dovuto adeguarsi agli obblighi imposti dal RENTRI a partire dal 15 dicembre 2024, registrarsi e registrare digitalmente le informazioni relative a produzione, movimentazione e smaltimento dei rifiuti.
- i produttori di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti e tutti gli altri soggetti diversi dai produttori iniziali dovranno iscriversi entro il 13 febbraio 2025,
- gli enti o imprese produttori di rifiuti pericolosi e non pericolosi con più di 10 dipendenti entro il 15 giugno 2025,
- gli enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con meno di 10 dipendentientro il 15 dicembre 2025
Lo scopo della gestione informatizzata, sostituendo la precedente versione cartacea, è quella di garantire maggiore trasparenza e maggior controllo sulla gestione dei rifiuti oltre che garantire utili semplificazioni burocratiche.
Cosa ha portato alla nascita del RENTRI?
In primo luogo l’emergenza rifiuti. Sovraproduzioni, accumuli incontrollati, discariche abusive, difficoltà nel trattamento di alcuni rifiuti, con conseguenti ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica, hanno evidenziato la necessità di un intervento normativo strutturale.
L’opinione pubblica che, grazie all’aumentata consapevolezza e sensibilità al problema, ha spinto alla creazione e all’applicazione di misure sempre più efficaci per la gestione dei rifiuti.
La necessità di ridurre i rifiuti, attraverso l’adozione di processi di economia circolare, e di promuovere pratiche di riciclo e recupero. Contesto nel quale il Decreto RENTRI si incastra perfettamente riducendo la dipendenza dalle discariche.
L’obbligo di conformarsi alle direttive europee che ha spinto l’Italia, grazie a digitalizzazione e l’uso di tecnologie avanzate, a rivedere e aggiornare la propria normativa sui rifiuti e l’economia circolare, introducendo strumenti più moderni e trasparenti.
La co-presenza di situazioni emergenziali e di nuove possibilità ha portato alla strutturazione di un sistema in grado di
- supportare la pubblica amministrazione nella gestione di un flusso costante di dati e informazioni sulla movimentazione dei rifiuti, per il supporto delle politiche ambientali;
- consentire l’implementazione di controlli per la prevenzione e il contrasto della gestione illecita dei rifiuti grazie alla gestione digitale;
- snellire le procedure per la gestione rapida e facilitata degli adempimenti previsti per le imprese oltre che ridurre i tempi di trasmissione dati necessari per rendicontazione e monitoraggio;
- gestire in modalità digitale milioni di documenti cartacei.
Un sistema strutturato, rapido, condiviso e digitale, per rendere il Mondo un posto con meno rifiuti.