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Comunicare l’Economia circolare

Comunicare l'economia circolare

Nel progettare un piano di formazione per l’Economia circolare dobbiamo anche valutare le modalità di comunicazione di un progetto di questo tipo.

La vostra azienda attiverà una serie di azioni tese a portare un profondo cambiamento che vi porti da un’economia lineare a una circolare.

Questo processo che ha impatti sull’andamento degli affari, può contribuire anche al rafforzamento del valore del vostro marchio, della vostra impresa e valorizzare ulteriormente le capacità  innovative della organizzazione.

Cosa vuol dire comunicare?

Come sappiamo la comunicazione è una delle leve del Marketing strategico. Una impresa comunica, se non pubblicizza, il prodotto o servizio per farlo conoscere. Quindi venderlo.

Negli anni la disciplina si è arricchita portando al centro delle sue attività anche la comunicazione detta istituzionale. Quindi non la semplice promozione del prodotto e del brand, secondo la scuola classica, ma raccontando l’esistenza dell’azienda, la sua storia, la mission, i valori e gli obiettivi.

Tutti ricordano la storica pubblicità della SIP realizzata da Armando Testa dal titolo “Una telefonata allunga la vita”, dove uno sfortunato Massimo Lopez doveva essere fucilato dalla Legione Straniera, ma una serie di telefonate gli consentivano di procrastinare il tragico evento.

La SIP, poi Telecom, valorizzava l’azienda piuttosto che il servizio, il telefonare, ma anche associava all’impresa stessa valori positivi come l’ironia, la vita e la simpatia dei personaggi.

Col tempo questo tipo di attività si è sviluppata fino a diventare un pilastro della comunicazione di molte imprese, anche storicamente legate al mass market e ai propri prodotti.

Comunicare la sostenibilità e l’economia circolare

Studiare i processi e gli strumenti di comunicazione implica la comprensione di diverse metodologie e processi di lavoro che possano andare da quelli strettamente tradizionali, come l’ufficio stampa, fino alle tecniche digitali più avanzate.

La prima distinzione è quella tra:

  • above the line
  • below the line

Nel primo caso abbiamo

  • Radio
  • Televisione
  • Cinema
  • Stampa (giornali e periodici)
  • Affissioni (manifesti e poster)
  • Internet
  • Servizi di rete sociale

Nel secondo invece:

  • Sponsorizzazione eventi
  • Relazioni pubbliche
  • Direct marketing
  • Promozioni
  • Passaparola

Non tutti sono necessari. Prima di ogni cosa c’è il piano di comunicazione, dove vengono identificati gli obiettivi e i contenuti, poi la parte esecutiva.

Alcuni di questi strumenti possono non essere adatti per una impresa e perfetti per altre. Ogni piano partirà dalla identità della azienda, poi passare alla mission e quindi a cascata sulle varie leve del marketing.

Verità o bugia? Il demone del greenwashing

Comunicando l’economia circolare un demone da evitare è quello di sovrastimare le azioni poste in essere o peggio ancora mistificare una vera attività di sostenibilità, non cambiando in realtà alcunché dei propri processi produttivi e organizzativi.

 

Oggi più che mai la verità è premiata. Le imprese che realmente adottano l’economia circolare godono sul lungo termine di una costruzione del valore del proprio marchio e rafforzano anche i prodotti e i servizi.

Vestirsi di verde o essere verde fa la differenza sostanziale, come la nostra Serena Moscardelli spiega nel numero 10 del Magazine “Greenwashing – falso impegno vs cultura autentica”, scaricabile qui

Conclusioni

Affianco all’ecodesign, alla normativa nel formare gli esperti di economia circolare, dobbiamo valutare anche la Comunicazione.

Comunicare in modo corretto e appropriato il progetto di economia circolare può rafforzare e valorizzare l’azienda.

Comunicare l'economia circolare

Nel progettare un piano di formazione per l’Economia circolare dobbiamo anche valutare le modalità di comunicazione di un progetto di questo tipo.

La vostra azienda attiverà una serie di azioni tese a portare un profondo cambiamento che vi porti da un’economia lineare a una circolare.

Questo processo che ha impatti sull’andamento degli affari, può contribuire anche al rafforzamento del valore del vostro marchio, della vostra impresa e valorizzare ulteriormente le capacità  innovative della organizzazione.

Cosa vuol dire comunicare?

Come sappiamo la comunicazione è una delle leve del Marketing strategico. Una impresa comunica, se non pubblicizza, il prodotto o servizio per farlo conoscere. Quindi venderlo.

Negli anni la disciplina si è arricchita portando al centro delle sue attività anche la comunicazione detta istituzionale. Quindi non la semplice promozione del prodotto e del brand, secondo la scuola classica, ma raccontando l’esistenza dell’azienda, la sua storia, la mission, i valori e gli obiettivi.

Tutti ricordano la storica pubblicità della SIP realizzata da Armando Testa dal titolo “Una telefonata allunga la vita”, dove uno sfortunato Massimo Lopez doveva essere fucilato dalla Legione Straniera, ma una serie di telefonate gli consentivano di procrastinare il tragico evento.

La SIP, poi Telecom, valorizzava l’azienda piuttosto che il servizio, il telefonare, ma anche associava all’impresa stessa valori positivi come l’ironia, la vita e la simpatia dei personaggi.

Col tempo questo tipo di attività si è sviluppata fino a diventare un pilastro della comunicazione di molte imprese, anche storicamente legate al mass market e ai propri prodotti.

Comunicare la sostenibilità e l’economia circolare

Studiare i processi e gli strumenti di comunicazione implica la comprensione di diverse metodologie e processi di lavoro che possano andare da quelli strettamente tradizionali, come l’ufficio stampa, fino alle tecniche digitali più avanzate.

La prima distinzione è quella tra:

  • above the line
  • below the line

Nel primo caso abbiamo

  • Radio
  • Televisione
  • Cinema
  • Stampa (giornali e periodici)
  • Affissioni (manifesti e poster)
  • Internet
  • Servizi di rete sociale

Nel secondo invece:

  • Sponsorizzazione eventi
  • Relazioni pubbliche
  • Direct marketing
  • Promozioni
  • Passaparola

Non tutti sono necessari. Prima di ogni cosa c’è il piano di comunicazione, dove vengono identificati gli obiettivi e i contenuti, poi la parte esecutiva.

Alcuni di questi strumenti possono non essere adatti per una impresa e perfetti per altre. Ogni piano partirà dalla identità della azienda, poi passare alla mission e quindi a cascata sulle varie leve del marketing.

Verità o bugia? Il demone del greenwashing

Comunicando l’economia circolare un demone da evitare è quello di sovrastimare le azioni poste in essere o peggio ancora mistificare una vera attività di sostenibilità, non cambiando in realtà alcunché dei propri processi produttivi e organizzativi.

 

Oggi più che mai la verità è premiata. Le imprese che realmente adottano l’economia circolare godono sul lungo termine di una costruzione del valore del proprio marchio e rafforzano anche i prodotti e i servizi.

Vestirsi di verde o essere verde fa la differenza sostanziale, come la nostra Serena Moscardelli spiega nel numero 10 del Magazine “Greenwashing – falso impegno vs cultura autentica”, scaricabile qui

Conclusioni

Affianco all’ecodesign, alla normativa nel formare gli esperti di economia circolare, dobbiamo valutare anche la Comunicazione.

Comunicare in modo corretto e appropriato il progetto di economia circolare può rafforzare e valorizzare l’azienda.