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Banchieri o bancari: in cosa ci trasformeranno le criptomonete?

By 4 Settembre 2019 6 Maggio, 2020 Nessun commento

Quando Satoshi Nakamoto scrisse il documento iniziale che sanciva la nascita del bitcoin e della blockchain aveva il forte intento di fare a meno delle banche, da ciò alcuni ne hanno tratto la conseguenza che bitcoin e blockchain ci avrebbero trasformati tutti in banchieri.

In realtà per usare le crypto dobbiamo immedesimarci un po’ nello spirito del bancario non del banchiere.

Il cuore tradizionale del mestiere bancario è sapere di chi sono i soldi custoditi, non perderli e soprattutto non sbagliare i conti maneggiando i soldi.

Cosa significa essere un bancario

Tutti noi partecipiamo un po’ a quel mestiere, siamo abituati a tenere contanti in casa, nel portafoglio e anche un po’ di monete in giro per le tasche.

È abbastanza facile, le banconote sono tutte molto diverse e fino a cifre abbastanza alte basta un colpo d’occhio per capire di che somma stiamo parlando, le teniamo in casa in un cassetto lontano dai bambini e dai visitatori occasionali e dedichiamo al portafoglio una certa cura per non perderlo e per sapere che somma contiene… insomma delle monete ci preoccupiamo meno.

Con un bene digitale come le crypto è più difficile, cosa vi sembra più grave perdere 400 euro o 0,12 bitcoin? Rispondete d’istinto e poi ripensate che 0,12 BTC sono, almeno al valore delle ultime settimane, oltre 1.000 euro.

Impariamo a gestire le criptomonete e non solo

Con i soldi che sia dollari, euro o crypto bisogna fare attenzione e purtroppo almeno per ora siamo abbastanza da soli, ma vediamo un po’ le soluzioni che abbiamo, ricordando con un sorriso che, motivati dal gestire un asset economico, impareremo anche a maneggiare con più attenzione le mille password e tutti i pin che usiamo ogni giorno.

Fonte: peerbits.com

È difficile infatti smentire l’affermazione che diventare abili nella ideazione e conservazione di tutti questi numeri e sigle non solo è una necessità per la nostra sopravvivenza digitale ma è l’unico modo per usare in sicurezza i nostri social, il nostro cellulare e la nostra carta di credito.

Le valute crypto possono stare nei nostri pc o nei nostri telefoni, su delle chiavette tipo le USB o nei “mitici” exchange, proviamo ad analizzare uno per uno questi sistemi.

Software wallet

software wallet installati su Pc o telefonino sono stati la prima soluzione per conservare beni digitali, per farti un’idea ti segnalo Bitcoin Armory.

Si è trattato del primo che ho usato e si è molto evoluto nel tempo. Come vedi il sito è in inglese e le crypto, oltre ad obbligarci ad imparare a gestire la password, ci forzano ad imparare l’inglese.

Un inglese raffazzonato e sgrammaticato è sufficiente ma purtroppo inevitabile in quanto la stragrande maggioranza dei contenuti è in inglese. Non lo uso da qualche anno e rivederlo mi ha fatto venire voglia di riprovarlo.

Perché ho smesso di usarlo?

Come tutti i software wallet non è proprio facile da usare e richiede abilità di tipo informatico e una cura della sicurezza con una forte partecipazione dell’utente. Il vantaggio è che se mi rubano il PC, si rompe o sono lontano da casa, posso accedere comunque al mio wallet.

Vengono poi wallet tipo chiavetta USB; il leader assoluto è Ledger.

Una bella chiavetta non costosa e che gode di buona fama di sicurezza e discreta usabilità ma con tutti i rischi di un oggetto che pesa poche grammi e/o viene custodito in sicurezza (ovvero in una cassaforte o cassetta di sicurezza) porta con sé i vantaggi di contenere grandi somme ed i rischi di perdere piccoli oggetti.

Qui il problema non è l’usabilità ma l’accessibilità, se per ipotesi il mio ledger che contiene una cifra significativa è custodito nel caveau di una banca potrò accedervi solo a certe condizioni.

Wallet exchange

Infine la soluzione più comoda e più spontanea è lasciare le mie crypto in un exchange. La gran parte degli exchange seri lo sconsigliano ed a loro volta depositano presso servizi specializzati le crypto. Tuttavia è sicuramente la soluzione più comoda e più simile al modello banco centrico di custodia dei valori…ma gli exchange non sono banche.

Quindi che fare?

Le crypto o meglio alcune crypto possono essere una utile diversificazione di una piccola quota dei propri investimenti che potrà nel lungo periodo avere una valorizzazione significativa.

Oppure le crypto possono essere una scuola per imparare a conoscere gli asset digitali del futuro ed essere più smart nel gestire gli asset digitali del presente, le nostre password ed un po’ di economia.

A questo punto la scelta andrà verso soluzioni sicure e un po’ scomode per le crypto a partire da BTC che rappresentano una scelta di lungo periodo e si opterà per somme piccole ma con la massima facilità d’uso per seguire le nuove crypto o iniziative promettenti che attirano la nostra attenzione.

Wallet USB

A questo punto la scelta che sembrava difficile diventa semplicissima.

Certamente il mondo crypto si sta evolvendo e nuovi exchange stanno arrivando come nuovi fornitori di servizi quasi bancari per cui le evoluzioni renderanno più facili le soluzioni sicure e più sicure le soluzioni facili.

Oggi abbiamo la fortuna di poter capire un po’ di più, di essere anche un po’ i meccanici delle crypto, come lo erano i primi utenti delle automobili nell’Ottocento o i primi utenti dei personal computer nel Novecento.

Perché allora perdersi questa avventura pionieristica di essere tra i primi ad entrare nel nuovo mondo?

Scritto da Mariano Carozzi, Cryptoexplorer & Young Advisor.

Quando Satoshi Nakamoto scrisse il documento iniziale che sanciva la nascita del bitcoin e della blockchain aveva il forte intento di fare a meno delle banche, da ciò alcuni ne hanno tratto la conseguenza che bitcoin e blockchain ci avrebbero trasformati tutti in banchieri.

In realtà per usare le crypto dobbiamo immedesimarci un po’ nello spirito del bancario non del banchiere.

Il cuore tradizionale del mestiere bancario è sapere di chi sono i soldi custoditi, non perderli e soprattutto non sbagliare i conti maneggiando i soldi.

Quando Satoshi Nakamoto scrisse il documento iniziale che sanciva la nascita del bitcoin e della blockchain aveva il forte intento di fare a meno delle banche, da ciò alcuni ne hanno tratto la conseguenza che bitcoin e blockchain ci avrebbero trasformati tutti in banchieri.

In realtà per usare le crypto dobbiamo immedesimarci un po’ nello spirito del bancario non del banchiere.

Il cuore tradizionale del mestiere bancario è sapere di chi sono i soldi custoditi, non perderli e soprattutto non sbagliare i conti maneggiando i soldi.

Cosa significa essere un bancario

Tutti noi partecipiamo un po’ a quel mestiere, siamo abituati a tenere contanti in casa, nel portafoglio e anche un po’ di monete in giro per le tasche.

È abbastanza facile, le banconote sono tutte molto diverse e fino a cifre abbastanza alte basta un colpo d’occhio per capire di che somma stiamo parlando, le teniamo in casa in un cassetto lontano dai bambini e dai visitatori occasionali e dedichiamo al portafoglio una certa cura per non perderlo e per sapere che somma contiene… insomma delle monete ci preoccupiamo meno.

Con un bene digitale come le crypto è più difficile, cosa vi sembra più grave perdere 400 euro o 0,12 bitcoin? Rispondete d’istinto e poi ripensate che 0,12 BTC sono, almeno al valore delle ultime settimane, oltre 1.000 euro.

Impariamo a gestire le criptomonete e non solo

Con i soldi che sia dollari, euro o crypto bisogna fare attenzione e purtroppo almeno per ora siamo abbastanza da soli, ma vediamo un po’ le soluzioni che abbiamo, ricordando con un sorriso che, motivati dal gestire un asset economico, impareremo anche a maneggiare con più attenzione le mille password e tutti i pin che usiamo ogni giorno.

Fonte: peerbits.com

È difficile infatti smentire l’affermazione che diventare abili nella ideazione e conservazione di tutti questi numeri e sigle non solo è una necessità per la nostra sopravvivenza digitale ma è l’unico modo per usare in sicurezza i nostri social, il nostro cellulare e la nostra carta di credito.

Le valute crypto possono stare nei nostri pc o nei nostri telefoni, su delle chiavette tipo le USB o nei “mitici” exchange, proviamo ad analizzare uno per uno questi sistemi.

Software wallet

software wallet installati su Pc o telefonino sono stati la prima soluzione per conservare beni digitali, per farti un’idea ti segnalo Bitcoin Armory.

Si è trattato del primo che ho usato e si è molto evoluto nel tempo. Come vedi il sito è in inglese e le crypto, oltre ad obbligarci ad imparare a gestire la password, ci forzano ad imparare l’inglese.

Un inglese raffazzonato e sgrammaticato è sufficiente ma purtroppo inevitabile in quanto la stragrande maggioranza dei contenuti è in inglese. Non lo uso da qualche anno e rivederlo mi ha fatto venire voglia di riprovarlo.

Perché ho smesso di usarlo?

Come tutti i software wallet non è proprio facile da usare e richiede abilità di tipo informatico e una cura della sicurezza con una forte partecipazione dell’utente. Il vantaggio è che se mi rubano il PC, si rompe o sono lontano da casa, posso accedere comunque al mio wallet.

Wallet USB

Vengono poi wallet tipo chiavetta USB; il leader assoluto è Ledger.

Una bella chiavetta non costosa e che gode di buona fama di sicurezza e discreta usabilità ma con tutti i rischi di un oggetto che pesa poche grammi e/o viene custodito in sicurezza (ovvero in una cassaforte o cassetta di sicurezza) porta con sé i vantaggi di contenere grandi somme ed i rischi di perdere piccoli oggetti.

Qui il problema non è l’usabilità ma l’accessibilità, se per ipotesi il mio ledger che contiene una cifra significativa è custodito nel caveau di una banca potrò accedervi solo a certe condizioni.

Wallet exchange

Infine la soluzione più comoda e più spontanea è lasciare le mie crypto in un exchange. La gran parte degli exchange seri lo sconsigliano ed a loro volta depositano presso servizi specializzati le crypto. Tuttavia è sicuramente la soluzione più comoda e più simile al modello banco centrico di custodia dei valori…ma gli exchange non sono banche.

Quindi che fare?

Le crypto o meglio alcune crypto possono essere una utile diversificazione di una piccola quota dei propri investimenti che potrà nel lungo periodo avere una valorizzazione significativa.

Oppure le crypto possono essere una scuola per imparare a conoscere gli asset digitali del futuro ed essere più smart nel gestire gli asset digitali del presente, le nostre password ed un po’ di economia.

A questo punto la scelta andrà verso soluzioni sicure e un po’ scomode per le crypto a partire da BTC che rappresentano una scelta di lungo periodo e si opterà per somme piccole ma con la massima facilità d’uso per seguire le nuove crypto o iniziative promettenti che attirano la nostra attenzione.

A questo punto la scelta che sembrava difficile diventa semplicissima.

Certamente il mondo crypto si sta evolvendo e nuovi exchange stanno arrivando come nuovi fornitori di servizi quasi bancari per cui le evoluzioni renderanno più facili le soluzioni sicure e più sicure le soluzioni facili.

Oggi abbiamo la fortuna di poter capire un po’ di più, di essere anche un po’ i meccanici delle crypto, come lo erano i primi utenti delle automobili nell’Ottocento o i primi utenti dei personal computer nel Novecento.

Perché allora perdersi questa avventura pionieristica di essere tra i primi ad entrare nel nuovo mondo?

Scritto da Mariano Carozzi, Cryptoexplorer & Young Advisor.

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