Agevolazioni fiscali

Voucher Innovation Manager: approvato il decreto attuativo

By 10 Settembre 2019 6 Maggio, 2020 Nessun commento

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione industriale, capace di far evolvere i processi industriali e di migliorare il panorama industriale italiano.

L’Industria 4.0 si sta rivelando essere la giusta spinta per permettere alle aziende italiane di uscire dallo stallo provocato dalla crisi e ritornare a pieno vigore. D’altra parte, un’accelerazione così spinta verso la modernizzazione ed il progresso potrebbe aver spaesato gli imprenditori italiani.

Avere la possibilità di acquistare beni di ultimissima generazione con evidenti benefici fiscali ha sicuramente aiutato a modernizzare l’intera filiera industriale italiana, ma ha anche evidenziato quanto sia importante poi riuscire a gestire questi asset.

Acquistare un nuovo bene non garantisce all’azienda un miglioramento effettivo del business se in regia non sono presenti dei manager capaci di essere lungimiranti e realisti. Nasce infatti l’esigenza di formare una categoria di lavoratori con ottime doti di analisi dello stato di fatto e capacità nel convertire le nuove idee in processi a regime.

L’importanza di questa figura è sottolineata dall’elevato importo stanziato dallo Stato Italiano per favorire la crescita di competenze manageriali delle PMI (Piccole e Medie Imprese), che è pari a 75 milioni nel triennio dal 2019 al 2021.

Definiamo l’Innovation Manager

L’Innovation Manager viene definita come una figura molto articolata e di recente costituzione, dotata delle seguenti competenze, conoscenze e attitudini in:

  • Processi industriali e produttivi,
  • Organizzazione aziendale,
  • Sviluppo Tecnologico,
  • Area Tecnica,
  • Manageriali,
  • Digital Transformation.

Queste competenze sono richieste poiché, l’eventuale mancanza della visione d’insieme, non gli permetterebbe di portare avanti il corretto piano di sviluppo tecnologico per la sua azienda.

Per poter innovare e far progredire un’azienda è necessario che prima si conoscano bene i vari “ingranaggi” del business che si sta cercando di migliorare, per poi sviluppare un piano di innovazione concretamente realizzabile.

L’enorme progresso tecnologico di questi anni non può rimanere un evento economico isolato, per questo, ormai è d’obbligo che ogni azienda si dedichi allo  sviluppo del business interno e ad una strategia di innovazione che favorisca le nuove idee e soluzioni.

Fonte: mise.gov.it

Come Industria 4.0 ha reso necessario questa nuova figura

Industria 4.0 è rappresentabile come una vera e propria rivoluzione industriale, in particolar modo nel contesto industriale italiano.

Dare la possibilità anche a PMI di acquistare beni materiali ed immateriali con notevoli agevolazioni fiscali ha aperto una fase di profondo rinnovamento di beni e materiali, che molto probabilmente non avrebbero mai pensato di acquistare in assenza delle agevolazioni.

Non è pensabile di replicare ogni 10-15 anni degli incentivi economici così diffusi ed elevati per favorire la crescita del paese. L’obiettivo invece è quello di creare e diffondere competenze che possano permettere al paese di “auto-sostenere” la continua innovazione.

Le PMI che decideranno di investire nell’Innovation Manager potranno avvalersi in azienda di figure in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Requisiti dell’Innovation Manager

Per poter operare in quanto tale, è richiesto il rispetto di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • essere in possesso di un dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree scientifico-disciplinari:
  1. 01 – Scienze matematiche e informatiche
  2. 02 – Scienze fisiche
  3. 03 – Scienze Chimiche- 05 – Scienze Biologiche
  4. 09 – Ingegneria industriale e dell’informazione
  5. 13 – Scienze economiche e statistiche
  • aver conseguito un master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui al precedente punto 1., nonché aver svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.
  • essere in possesso di laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente punto 1., nonché aver svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 3 anni, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.
  • aver svolto in modo documentabile, per almeno 7 anni, incarichi presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.

Fonte: mise.gov.it

Finanziamenti

Diversamente dai classici incentivi si è deciso di erogare una somma di denaro per gli Innovation Manager che decidono di mettere a frutto le proprie conoscenze in ambito 4.0. 

L’importo erogato per ogni soggetto inoltre proviene da un fondo perduto e non è quindi necessario la restituzione della cifra o dei suoi eventuali interessi. 

Soggetti beneficiari 

  • Possono beneficiare delle agevolazioni in esame le imprese operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, i requisiti di seguito riportati:
  • qualificarsi come micro, piccola o media impresa ai sensi della normativa vigente, indipendentemente dalla forma giuridica, dal regime contabile adottato, nonché dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali
  • non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013 “De Minimis”
  • Si vuole evitare che aziende che già beneficiano di alcuni aiuti fiscali od economici possano trarre ulteriori vantaggi anche da questa nuova forma di erogazione di fondi. Diversamente si sbilancerebbe troppo il mercato concorrenziale
  • avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente
  • non essere destinatarie di sanzioni e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali
  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
  • non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune

Vengono incluse anche le reti d’impresa, purché il contratto di rete configuri una collaborazione effettiva e stabile e preveda nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e/o lo sviluppo di processi innovativi in materia di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Per chi non le conoscesse a fondo, le reti d’impresa sono uno strumento attraverso il quale alcune aziende decidono di collaborare per sfruttare ognuna il proprio punto forte del business per la realizzazione di un progetto comune.

Combinando assieme le caratteristiche migliori di ogni azienda si ha la capacità di crescere, migliorare ed allargare i propri orizzonti. Unendo le forze è possibile cogliere opportunità a cui prima di poteva solo ambire.

Il contratto di rete di impresa si configura come una grande opportunità per le PMI italiane, che rappresentano il tessuto produttivo ed economico italiano. La mutua collaborazione consente di accrescere la competitività e la possibilità di entrare a far parte dei mercati internazionali, sempre più spesso monopolizzati dalle grandi multinazionali.

Spese ammissibili

Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione che risulti:

  • qualificato,
  • indipendente,
  • inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

Tutti e tre i requisiti sopra citati devono essere soddisfatti per poter accedere ai benefici del fondo perduto messo a disposizione

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti, attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0.

A titolo esemplificativo se ne elencano alcune:

  • Big data e analisi dei dati

Industria 4.0 ha consentito a macchine e processi di poter utilizzare una grande mole di sensoristica per auto-apprendere e migliorare. In primis, si rende necessario dotarsi di un’infrastruttura capace di trasmettere quasi istantaneamente tutti questi dati poiché, eventuali ritardi nelle comunicazioni, potrebbero renderli inutili.
In secondo luogo, la grande disponibilità dei dati ha evidenziato che, se non si ha a disposizione un buon strumento di analisi, la sovrabbondanza di dati equivale ad averne pochi. Capire quali dati analizzare e come è sicuramente uno punto fondamentale.

  • Cloud, fog e quantum computing

Il mondo dello storage sta subendo dei cambiamenti importanti a seguito di quest’ultima rivoluzione tecnologica. L’idea di custodire ogni informazione in maniera chiusa e centralizzata non viene più utilizzata dalla maggior parte dei business, che sono incanalati verso soluzioni di storage in cloud

L’elaborazione dei dati sta iniziando a diventare sempre più difficoltosa e lenta a causa dell’architettura degli attuali PC presenti sul mercato, non capaci di inseguire l’elevata complicazione computazionale che si sta riscontrando. Da questo punto di vista il quantum computing, non ancora disponibile commercialmente, sembra essere la risposta per poter risolvere problemi complessi in minor tempo e con risultati di maggior pregio.

  • Cyber security

La conservazione dei dati su cloud e la crescente trasmissione di dati sensibili attraverso Internet ha fatto emergere il problema della cyber security. Se l’infrastruttura di rete si sta evolvendo per permettere un invio “sicuro” sempre maggiore di dati, quella relativa alla sicurezza sta seguendo un percorso più lento e difficoltoso. 

Una delle tecnologie al centro di questo contesto sembra essere la blockchain, capace di comportarsi come un registro non modificabile di informazioni e di garanzia di autenticità del dato.

Fonte: mise.gov.it

Le attività di consulenza finanziabili sono le seguenti ed hanno come scopo la condivisione delle conoscenze per poter governare efficacemente le tecnologie hardware e software messe a disposizione da Industria 4.0:

  • integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali,
  • simulazione e sistemi cyber-fisici,
  • prototipazione rapida,
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA),
  • robotica avanzata e collaborativa,
  • interfaccia uomo-macchina,
  • manifattura additiva e stampa 3D,
  • internet delle cose e (IoT) e delle macchine,
  • integrazione e sviluppo digitale di processi aziendali,
  • programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi ,
  • programmi di Open Innovation.

Vengono quindi escluse le spese per servizi di consulenza specialistica relative alle ordinarie attività amministrative o commerciali dell’azienda, come ad esempio:

  • contabilità e materia fiscale,
  • servizi legali,
  • marketing,
  • risorse umane,
  • comunicazione,
  • progettazione.

Entità dei finanziamenti

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013. 

Il “de minimis” non è altro che un regime che regola ed individua gli aiuti di piccola entità erogabili alle imprese italiane senza vengano violate le norme sulla concorrenza. Diversamente sarebbe potuto accadere che alcune realtà potevano essere eccessivamente aiutate dai benefici a fondo perduto messi a disposizione, sfavorendo pertanto altre aziende che non potevano beneficiare del finanziamento. 

Il contributo massimo concedibile è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario. Prima di procedere però risulta importante evidenziare normativamente le differenze fra le varie definizioni:

  • Micro Imprese – Meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo inferiore a 2 milioni di euro,
  • Piccole Imprese – Meno di 50 dipendenti e fatturato o bilancio annuo inferiori a 10 milioni di euro,
  • Medie Imprese – Meno di 250 dipendenti, fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro e bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro.

Avendo chiarito queste definizioni è possibile procedere a quantificare i finanziamenti erogati per ogni tipologia societaria:

  • Micro e Piccole Imprese

Il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40.000 euro

  • Medie imprese

Il contributo è pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25.000 euro

  • Reti di imprese

Il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80.000 euro.

È possibile iscrivere all’albo degli Innovation Manager anche le società di consulenza, purché nel modulo di iscrizione indichino, al massimo, dieci nominativi dei collaboratori che rispettano i requisiti elencati sopra.

Presentazione delle domande

La presentazione della documentazione deve avvenire unicamente tramite procedura informatica, collegandosi al sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it) dalle ore 10:00 del 27 Settembre 2019 alle ore 17:00 del 25 Ottobre 2019 e cercare la sezione “Voucher per consulenza in innovazione”.

Manager qualificati:

  • presentazione della domanda di cui schema nell’allegato n.1 del Decreto Direttoriale del 29 Luglio 2019
  • invio del curriculum vitae come proposto nell’allegato n.2 del Decreto Direttoriale del 29 Luglio 2019
  • dimostrazione del rispetto dei requisiti abilitanti all’iscrizione

Società di consulenza:

  • presentazione della domanda di cui schema nell’allegato n.3 del Decreto Direttoriale del 29 Luglio 2019
  • dichiarazione del rispetto dei requisiti abilitanti all’iscrizione
  • indicazione dei nominativi dei manager qualificati, massimo dieci, che abbiano già presentato la domanda di accesso al punto precedente

Prima di procedere all’iscrizione verificare di essere in possesso dei seguenti strumenti:

  • Casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva
  • Firma Digitale

Procedura di iscrizione:

  1. Accesso alla procedura informatica e verifica del pieno possesso dei due strumenti necessari
  2. Immissione delle informazioni e dei dati richiesti per la compilazione della domanda e caricamento, ove previsti, dei relativi allegati
  3. Generazione del modulo di domanda di iscrizione sotto forma di documento immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dal soggetto richiedente, e successiva apposizione della firma digitale
  4. Caricamento del modulo di istanza firmato digitalmente e trasmissione entro il termine finale
  5. Rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione dell’istanza da parte della procedura informatica

Eventuali comunicazioni da parte del MISE avverranno mediante mail PEC.

Fonte: invitalia.it

Riferimenti normativi

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 2019 il decreto attuativo del Ministro dello Sviluppo Economico del 7 maggio 2019 contenente le disposizioni applicative per l’utilizzo di un contributo a fondo perduto, nella forma di “Voucher per l’Innovation Manager”.

Diversamente dalle altre forme di finanziamento, quello a “fondo perduto” avviene mediante l’erogazione di una determinata somma di denaro senza che il beneficiario si impegni poi a restituirla.

Per le casse dello Stato Italiano risulta essere un finanziamento per lo sviluppo ed il progresso del tessuto industriale italiano, basato soprattutto su PMI. Diversamente accade per i fondi per i quali è richiesta poi una restituzione del capitale o per quelli che agevolano unicamente la parte dei tassi di interesse.

Con questo provvedimento economico lo Stato italiano ha voluto favorire il radicarsi di competenze manageriali e figure in azienda che prima non erano presenti.

I nuovi manager avranno il compito di condurre ogni PMI allo sviluppo e rinnovamento continuo dei prodotti e dei processi industriali, seguendo ed anticipando le mosse dei mercati economici.

Con l’industria 4.0 si è aperta una nuova fase industriale che permetterà ad ogni imprenditore intraprendente di potersi affidare ad una nuova figura in azienda, che guiderà le sue future mosse economiche favorendo sempre più la competitività del core business, sia a livello nazionale che internazionale.

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione industriale, capace di far evolvere i processi industriali e di migliorare il panorama industriale italiano.

L’Industria 4.0 si sta rivelando essere la giusta spinta per permettere alle aziende italiane di uscire dallo stallo provocato dalla crisi e ritornare a pieno vigore. D’altra parte, un’accelerazione così spinta verso la modernizzazione ed il progresso potrebbe aver spaesato gli imprenditori italiani.

Avere la possibilità di acquistare beni di ultimissima generazione con evidenti benefici fiscali ha sicuramente aiutato a modernizzare l’intera filiera industriale italiana, ma ha anche evidenziato quanto sia importante poi riuscire a gestire questi asset.

Acquistare un nuovo bene non garantisce all’azienda un miglioramento effettivo del business se in regia non sono presenti dei manager capaci di essere lungimiranti e realisti. Nasce infatti l’esigenza di formare una categoria di lavoratori con ottime doti di analisi dello stato di fatto e capacità nel convertire le nuove idee in processi a regime.

L’importanza di questa figura è sottolineata dall’elevato importo stanziato dallo Stato Italiano per favorire la crescita di competenze manageriali delle PMI (Piccole e Medie Imprese), che è pari a 75 milioni nel triennio dal 2019 al 2021.

Definiamo l’Innovation Manager

L’Innovation Manager viene definita come una figura molto articolata e di recente costituzione, dotata delle seguenti competenze, conoscenze e attitudini in:

  • Processi industriali e produttivi,
  • Organizzazione aziendale,
  • Sviluppo Tecnologico,
  • Area Tecnica,
  • Manageriali,
  • Digital Transformation.

Queste competenze sono richieste poiché, l’eventuale mancanza della visione d’insieme, non gli permetterebbe di portare avanti il corretto piano di sviluppo tecnologico per la sua azienda.

Per poter innovare e far progredire un’azienda è necessario che prima si conoscano bene i vari “ingranaggi” del business che si sta cercando di migliorare, per poi sviluppare un piano di innovazione concretamente realizzabile.

L’enorme progresso tecnologico di questi anni non può rimanere un evento economico isolato, per questo, ormai è d’obbligo che ogni azienda si dedichi allo  sviluppo del business interno e ad una strategia di innovazione che favorisca le nuove idee e soluzioni.

Fonte: mise.gov.it

Come Industria 4.0 ha reso necessario questa nuova figura

Industria 4.0 è rappresentabile come una vera e propria rivoluzione industriale, in particolar modo nel contesto industriale italiano.

Dare la possibilità anche a PMI di acquistare beni materiali ed immateriali con notevoli agevolazioni fiscali ha aperto una fase di profondo rinnovamento di beni e materiali, che molto probabilmente non avrebbero mai pensato di acquistare in assenza delle agevolazioni.

Non è pensabile di replicare ogni 10-15 anni degli incentivi economici così diffusi ed elevati per favorire la crescita del paese. L’obiettivo invece è quello di creare e diffondere competenze che possano permettere al paese di “auto-sostenere” la continua innovazione.

Le PMI che decideranno di investire nell’Innovation Manager potranno avvalersi in azienda di figure in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Requisiti dell’Innovation Manager

Per poter operare in quanto tale, è richiesto il rispetto di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • essere in possesso di un dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree scientifico-disciplinari:
  1. 01 – Scienze matematiche e informatiche
  2. 02 – Scienze fisiche
  3. 03 – Scienze Chimiche- 05 – Scienze Biologiche
  4. 09 – Ingegneria industriale e dell’informazione
  5. 13 – Scienze economiche e statistiche
  • aver conseguito un master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui al precedente punto 1., nonché aver svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.
  • essere in possesso di laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente punto 1., nonché aver svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 3 anni, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.
  • aver svolto in modo documentabile, per almeno 7 anni, incarichi presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.

Fonte: mise.gov.it

Finanziamenti

Diversamente dai classici incentivi si è deciso di erogare una somma di denaro per gli Innovation Manager che decidono di mettere a frutto le proprie conoscenze in ambito 4.0. 

L’importo erogato per ogni soggetto inoltre proviene da un fondo perduto e non è quindi necessario la restituzione della cifra o dei suoi eventuali interessi. 

Soggetti beneficiari 

  • Possono beneficiare delle agevolazioni in esame le imprese operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, i requisiti di seguito riportati:
  • qualificarsi come micro, piccola o media impresa ai sensi della normativa vigente, indipendentemente dalla forma giuridica, dal regime contabile adottato, nonché dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali
  • non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013 “De Minimis”
  • Si vuole evitare che aziende che già beneficiano di alcuni aiuti fiscali od economici possano trarre ulteriori vantaggi anche da questa nuova forma di erogazione di fondi. Diversamente si sbilancerebbe troppo il mercato concorrenziale
  • avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente
  • non essere destinatarie di sanzioni e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali
  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
  • non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune

Vengono incluse anche le reti d’impresa, purché il contratto di rete configuri una collaborazione effettiva e stabile e preveda nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e/o lo sviluppo di processi innovativi in materia di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Per chi non le conoscesse a fondo, le reti d’impresa sono uno strumento attraverso il quale alcune aziende decidono di collaborare per sfruttare ognuna il proprio punto forte del business per la realizzazione di un progetto comune.

Combinando assieme le caratteristiche migliori di ogni azienda si ha la capacità di crescere, migliorare ed allargare i propri orizzonti. Unendo le forze è possibile cogliere opportunità a cui prima di poteva solo ambire.

Il contratto di rete di impresa si configura come una grande opportunità per le PMI italiane, che rappresentano il tessuto produttivo ed economico italiano. La mutua collaborazione consente di accrescere la competitività e la possibilità di entrare a far parte dei mercati internazionali, sempre più spesso monopolizzati dalle grandi multinazionali.

Spese ammissibili

Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione che risulti:

  • qualificato,
  • indipendente,
  • inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

Tutti e tre i requisiti sopra citati devono essere soddisfatti per poter accedere ai benefici del fondo perduto messo a disposizione

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti, attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0.

A titolo esemplificativo se ne elencano alcune:

  • Big data e analisi dei dati

Industria 4.0 ha consentito a macchine e processi di poter utilizzare una grande mole di sensoristica per auto-apprendere e migliorare. In primis, si rende necessario dotarsi di un’infrastruttura capace di trasmettere quasi istantaneamente tutti questi dati poiché, eventuali ritardi nelle comunicazioni, potrebbero renderli inutili.
In secondo luogo, la grande disponibilità dei dati ha evidenziato che, se non si ha a disposizione un buon strumento di analisi, la sovrabbondanza di dati equivale ad averne pochi. Capire quali dati analizzare e come è sicuramente uno punto fondamentale.

  • Cloud, fog e quantum computing

Il mondo dello storage sta subendo dei cambiamenti importanti a seguito di quest’ultima rivoluzione tecnologica. L’idea di custodire ogni informazione in maniera chiusa e centralizzata non viene più utilizzata dalla maggior parte dei business, che sono incanalati verso soluzioni di storage in cloud

L’elaborazione dei dati sta iniziando a diventare sempre più difficoltosa e lenta a causa dell’architettura degli attuali PC presenti sul mercato, non capaci di inseguire l’elevata complicazione computazionale che si sta riscontrando. Da questo punto di vista il quantum computing, non ancora disponibile commercialmente, sembra essere la risposta per poter risolvere problemi complessi in minor tempo e con risultati di maggior pregio.

  • Cyber security

La conservazione dei dati su cloud e la crescente trasmissione di dati sensibili attraverso Internet ha fatto emergere il problema della cyber security. Se l’infrastruttura di rete si sta evolvendo per permettere un invio “sicuro” sempre maggiore di dati, quella relativa alla sicurezza sta seguendo un percorso più lento e difficoltoso. 

Una delle tecnologie al centro di questo contesto sembra essere la blockchain, capace di comportarsi come un registro non modificabile di informazioni e di garanzia di autenticità del dato.

Fonte: mise.gov.it

Le attività di consulenza finanziabili sono le seguenti ed hanno come scopo la condivisione delle conoscenze per poter governare efficacemente le tecnologie hardware e software messe a disposizione da Industria 4.0:

  • integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali,
  • simulazione e sistemi cyber-fisici,
  • prototipazione rapida,
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA),
  • robotica avanzata e collaborativa,
  • interfaccia uomo-macchina,
  • manifattura additiva e stampa 3D,
  • internet delle cose e (IoT) e delle macchine,
  • integrazione e sviluppo digitale di processi aziendali,
  • programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi ,
  • programmi di Open Innovation.

Vengono quindi escluse le spese per servizi di consulenza specialistica relative alle ordinarie attività amministrative o commerciali dell’azienda, come ad esempio:

  • contabilità e materia fiscale,
  • servizi legali,
  • marketing,
  • risorse umane,
  • comunicazione,
  • progettazione.

Entità dei finanziamenti

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013. 

Il “de minimis” non è altro che un regime che regola ed individua gli aiuti di piccola entità erogabili alle imprese italiane senza vengano violate le norme sulla concorrenza. Diversamente sarebbe potuto accadere che alcune realtà potevano essere eccessivamente aiutate dai benefici a fondo perduto messi a disposizione, sfavorendo pertanto altre aziende che non potevano beneficiare del finanziamento. 

Il contributo massimo concedibile è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario. Prima di procedere però risulta importante evidenziare normativamente le differenze fra le varie definizioni:

  • Micro Imprese – Meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo inferiore a 2 milioni di euro,
  • Piccole Imprese – Meno di 50 dipendenti e fatturato o bilancio annuo inferiori a 10 milioni di euro,
  • Medie Imprese – Meno di 250 dipendenti, fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro e bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro.

Avendo chiarito queste definizioni è possibile procedere a quantificare i finanziamenti erogati per ogni tipologia societaria:

  • Micro e Piccole Imprese

Il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40.000 euro

  • Medie imprese

Il contributo è pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25.000 euro

  • Reti di imprese

Il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80.000 euro.

È possibile iscrivere all’albo degli Innovation Manager anche le società di consulenza, purché nel modulo di iscrizione indichino, al massimo, dieci nominativi dei collaboratori che rispettano i requisiti elencati sopra.

Presentazione delle domande

La presentazione della documentazione deve avvenire unicamente tramite procedura informatica, collegandosi al sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it) dalle ore 10:00 del 27 Settembre 2019 alle ore 17:00 del 25 Ottobre 2019 e cercare la sezione “Voucher per consulenza in innovazione”.

Manager qualificati:

  • presentazione della domanda di cui schema nell’allegato n.1 del Decreto Direttoriale del 29 Luglio 2019
  • invio del curriculum vitae come proposto nell’allegato n.2 del Decreto Direttoriale del 29 Luglio 2019
  • dimostrazione del rispetto dei requisiti abilitanti all’iscrizione

Società di consulenza:

  • presentazione della domanda di cui schema nell’allegato n.3 del Decreto Direttoriale del 29 Luglio 2019
  • dichiarazione del rispetto dei requisiti abilitanti all’iscrizione
  • indicazione dei nominativi dei manager qualificati, massimo dieci, che abbiano già presentato la domanda di accesso al punto precedente

Prima di procedere all’iscrizione verificare di essere in possesso dei seguenti strumenti:

  • Casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva
  • Firma Digitale

Procedura di iscrizione:

  1. Accesso alla procedura informatica e verifica del pieno possesso dei due strumenti necessari
  2. Immissione delle informazioni e dei dati richiesti per la compilazione della domanda e caricamento, ove previsti, dei relativi allegati
  3. Generazione del modulo di domanda di iscrizione sotto forma di documento immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dal soggetto richiedente, e successiva apposizione della firma digitale
  4. Caricamento del modulo di istanza firmato digitalmente e trasmissione entro il termine finale
  5. Rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione dell’istanza da parte della procedura informatica

Eventuali comunicazioni da parte del MISE avverranno mediante mail PEC.

Fonte: invitalia.it

Riferimenti normativi

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 2019 il decreto attuativo del Ministro dello Sviluppo Economico del 7 maggio 2019 contenente le disposizioni applicative per l’utilizzo di un contributo a fondo perduto, nella forma di “Voucher per l’Innovation Manager”.

Diversamente dalle altre forme di finanziamento, quello a “fondo perduto” avviene mediante l’erogazione di una determinata somma di denaro senza che il beneficiario si impegni poi a restituirla.

Per le casse dello Stato Italiano risulta essere un finanziamento per lo sviluppo ed il progresso del tessuto industriale italiano, basato soprattutto su PMI. Diversamente accade per i fondi per i quali è richiesta poi una restituzione del capitale o per quelli che agevolano unicamente la parte dei tassi di interesse.

Con questo provvedimento economico lo Stato italiano ha voluto favorire il radicarsi di competenze manageriali e figure in azienda che prima non erano presenti.

I nuovi manager avranno il compito di condurre ogni PMI allo sviluppo e rinnovamento continuo dei prodotti e dei processi industriali, seguendo ed anticipando le mosse dei mercati economici.

Con l’industria 4.0 si è aperta una nuova fase industriale che permetterà ad ogni imprenditore intraprendente di potersi affidare ad una nuova figura in azienda, che guiderà le sue future mosse economiche favorendo sempre più la competitività del core business, sia a livello nazionale che internazionale.

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