Agevolazioni fiscali

Decreto-Legge Rilancio, 19 Maggio 2020, n°34: tutto quello che c’è da sapere!

Il Decreto emanato il 19 maggio dal Governo ha alcuni elementi interessanti pur lasciandoci con alcune perplessità.

Ad esempio ci domandiamo, in merito alla rimodulazione delle percentuali del Credito di Imposta R&D, per quale motivo il Decreto NON preveda le imprese del centro e del nord Italia che rappresentano oltre il 60% del Pil nazionale (Fonte Istat 2019).

Detto ciò, le agevolazioni previste sono sicuramente un aiuto per le imprese che stanno ripartendo, in particolar modo per le start up e Pmi Innovative per le quali il Governo ha inserito nel Decreto strumenti interessanti.

Dobbiamo tenere in considerazione che allo stato attuale delle cose, mancano ancora i decreti attuativi che danno le indicazioni di come richiedere, rendicontare, che tipo di documentazione presentare, a chi presentarla e tante altre informazioni propedeutiche al non commettere errori.

Noi di Consulenza e Risorse, per nostra propensione, ci siamo concentrati sugli strumenti di maggior efficacia e di impatto concreto per le imprese.

Il tema della sostenibilità dei progetti delle aziende rimane centrico e di basilare importanza in momenti non facili come questi.

Ci impegniamo a creare ecosistemi che apportino valore aggiunto, seppur per motivi diversi, alle start up e alle PMI Innovative così come alle Grandi Imprese, connettendo tra loro in un’ottica di Open Innovation.

Le principali agevolazioni previste dal Decreto Rilancio per le imprese

Art. 25: contributo a fondo perduto

È previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività:

  • D’impresa;
  • di lavoro autonomo;
  • di reddito agrario.

Titolari di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019 e con un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Sono esclusi:

  • I soggetti che hanno cessato l’attività alla data di presentazione dell’istanza.
  • Gli enti pubblici.
  • Gli Intermediari finanziari e società di partecipazione.
  • I contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.
  • Lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

L’ammontare del contributo a fondo perduto viene determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, pari al:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

L’ammontare dell’indennizzo avrà comunque un tetto minimo, ovvero sarà riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Art. 38: rafforzamento dell’ecosistema delle start up innovative

Sono state stanziate risorse aggiuntive pari a 100 milioni di euro per il 2020, destinate al rifinanziamento delle agevolazioni concesse sotto forma di finanziamento agevolato.

Sempre per l’anno 2020, sono stati destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start-up innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di soggetti privati, pubblici, incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

Art. 88: fondo nuove competenze (importante per la formazione e il vantaggio competitivo delle imprese)

Per il 2020 i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentativi sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda, possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi.

Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di un apposito Fondo denominato “Fondo Nuove Competenze”, nel limite di 230 milioni di euro.

Unitamente al Credito di Imposta Formazione 4.0 questo strumento permette di elevare il vantaggio competitivo delle imprese attraverso una formazione costante e di standing.

Art. 120: credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professioni è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro.

Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • Interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento.
  • Interventi edilizi necessari al rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni.
  • L’acquisto di arredi di sicurezza.
  • Investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo sviluppo dell’attività lavorativa e per l’acquisto apparecchiature per il controllo della temperatura.
  • Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese.

Art. 125: credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professioni è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 60.000 euro

Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • Sanificazione ambienti e degli strumenti utilizzati.
  • Acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari.
  • Acquisto prodotti detergenti e disinfettanti.
  • Acquisto di termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti. Il tutto compreso le eventuali spese di installazione.
  • Acquisto di barriere e pannelli protettivi, compreso eventuali spese di installazione.

Art. 186: credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari

Limitatamente all’anno 2020, il Credito d’Imposta Pubblicità è concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti effettuati.

Altro elemento molto importante è la variazione della base di calcolo che si identifica con il valore dell’investimento nella sua totalità per l’anno 2020.

Quindi è stato abolito il calcolo del valore incrementale dell’investimento rispetto al precedente anno fiscale, così come il non aver mai sostenuto investimenti pubblicitari.

La dotazione finanziaria è pari a 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online e nel limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Come si beneficia di questo credito di imposta? Ci sono due fasi.

1- La prenotazione dove andrà inserito l’importo massimo previsionale di spesa per l’anno 2020; la comunicazione telematica dovrà essere presentata nel periodo compreso tra il 1° ed il 30 settembre 2020.

2- Nella seconda fase dall’1 gennaio al 31 gennaio 2021 si indicherà il totale delle fatture effettivamente contabilizzate relative alle spese pubblicitarie sostenute dall’1 gennaio 2020 al 31 gennaio 2021

Entro il mese di marzo 2021 dovrebbe essere emanato l’elenco di tutte le Società ammesse al credito

Le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restano comunque valide.

Per una maggior chiarezza di chi ci legge, ricordiamo che i seguenti Investimenti sono esclusi:

– Grafica pubblicitaria su cartelloni fisici*
– Volantini cartacei periodici.
– Pubblicità su cartellonistica.
– Pubblicità su vetture o apparecchiature.
– Pubblicità mediante affissioni e display.
– Pubblicità su schermi di sale cinematografiche.
– Pubblicità tramite social o piattaforme online, banner pubblicitari su portali online, ecc..

Il regolamento stabilisce inoltre che sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per:

– L’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipologia.

– La trasmissione o l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Altresì ricordiamo alcuni elementi fondamentali per rendere le spese ammissibili:

Per poter beneficiare del credito di imposta pubblicità, gli investimenti dovranno essere attestati.

Tra i soggetti legittimati al rilascio dell’attestazione di effettuazione delle spese rientrano anche i commercialisti, i ragionieri, i periti commerciali e i consulenti del lavoro.

L’attestazione riguarda esclusivamente l’effettività del sostenimento delle spese.

La dichiarazione che gli investimenti indicati rientrano tra quelli ammissibili, ai sensi dell’art. 3 del DPCM 16 maggio 2018 n. 90, deve essere infatti rilasciata dal beneficiario mediante la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi degli artt. 75 e 76 del DPR 445/2000, contenuta nella comunicazione telematica.

Art. 244: credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno

Per il triennio 2020 – 2021 – 2022, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la misura del credito d’imposta per gli investimenti in R&S, inclusi i progetti di R&S in materia di COVID-19, è aumentata come segue:

  • Dal 12% al 25% per le grandi imprese.
  • Dal 12% al 35% per le medie imprese.
  • Dal 12% al 45% per le piccole imprese.

Il Credito di Imposta R&D rimane uno degli strumenti agevolativi più concreti degli ultimi anni.

E’ altresì importante affidarsi a Società in grado di realizzare i dossier fiscali seguendo le regole ferree imposte dall’Agenzia delle Entrate e dal Mise, ma soprattutto in linea con il Manuale di Frascati

Consulenza e Risorse mette a disposizione dei suoi Clienti, Team dedicati composti da tecnici, fiscalisti, ricercatori, docenti universitari, al fine di elaborare dossier fiscali di alto profilo, ma soprattutto in linea con le normative vigenti.

Inoltre in molti casi, mettiamo in connessione le Aziende con le start up nostre Clienti, attraverso contratti di ricerca e sviluppo extra muros, per rendere ancora più performanti i progetti delle Imprese.

Abbiamo predisposto un servizio denominato “Welcome On Board” per tutti i nuovi Clienti che decideranno di “salire a bordo” di Consulenza e Risorse.

Per ottenerlo ti basterà scaricare uno dei nostri E-Book che ti permetterà di ricevere la pre fattibilità gratuita dei tuoi progetti in relazione al credito di imposta R&D.

E non finisce qui!!

A chi sottoscriverà l’incarico sul Credito d’Imposta R&D 2020-2022, daremo la possibilità di accedere a tre bandi di finanziamento a carattere regionale e/o nazionale con uno sconto sulla quota fissa pari al 100%!

Il Decreto emanato il 19 maggio dal Governo ha alcuni elementi interessanti pur lasciandoci con alcune perplessità.

Ad esempio ci domandiamo, in merito alla rimodulazione delle percentuali del Credito di Imposta R&D, per quale motivo il Decreto NON preveda le imprese del centro e del nord Italia che rappresentano oltre il 60% del Pil nazionale (Fonte Istat 2019).

Detto ciò, le agevolazioni previste sono sicuramente un aiuto per le imprese che stanno ripartendo, in particolar modo per le start up e Pmi Innovative per le quali il Governo ha inserito nel Decreto strumenti interessanti.

Dobbiamo tenere in considerazione che allo stato attuale delle cose, mancano ancora i decreti attuativi che danno le indicazioni di come richiedere, rendicontare, che tipo di documentazione presentare, a chi presentarla e tante altre informazioni propedeutiche al non commettere errori.

Noi di Consulenza e Risorse, per nostra propensione, ci siamo concentrati sugli strumenti di maggior efficacia e di impatto concreto per le imprese.

Il tema della sostenibilità dei progetti delle aziende rimane centrico e di basilare importanza in momenti non facili come questi.

Ci impegniamo a creare ecosistemi che apportino valore aggiunto, seppur per motivi diversi, alle start up e alle PMI Innovative così come alle Grandi Imprese, connettendo tra loro in un’ottica di Open Innovation.

Le principali agevolazioni previste dal Decreto Rilancio per le imprese

Art. 25: contributo a fondo perduto

È previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività:

  • D’impresa;
  • di lavoro autonomo;
  • di reddito agrario.

Titolari di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019 e con un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Sono esclusi:

  • I soggetti che hanno cessato l’attività alla data di presentazione dell’istanza.
  • Gli enti pubblici.
  • Gli Intermediari finanziari e società di partecipazione.
  • I contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.
  • Lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

L’ammontare del contributo a fondo perduto viene determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, pari al:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

L’ammontare dell’indennizzo avrà comunque un tetto minimo, ovvero sarà riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Art. 38: rafforzamento dell’ecosistema delle start up innovative

Sono state stanziate risorse aggiuntive pari a 100 milioni di euro per il 2020, destinate al rifinanziamento delle agevolazioni concesse sotto forma di finanziamento agevolato.

Sempre per l’anno 2020, sono stati destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start-up innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di soggetti privati, pubblici, incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

Art. 88: fondo nuove competenze (importante per la formazione e il vantaggio competitivo delle imprese)

Per il 2020 i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentativi sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda, possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi.

Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di un apposito Fondo denominato “Fondo Nuove Competenze”, nel limite di 230 milioni di euro.

Unitamente al Credito di Imposta Formazione 4.0 questo strumento permette di elevare il vantaggio competitivo delle imprese attraverso una formazione costante e di standing.

Art. 120: credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professioni è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro.

Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • Interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento.
  • Interventi edilizi necessari al rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni.
  • L’acquisto di arredi di sicurezza.
  • Investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo sviluppo dell’attività lavorativa e per l’acquisto apparecchiature per il controllo della temperatura.
  • Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese.

Art. 125: credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professioni è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 60.000 euro

Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • Sanificazione ambienti e degli strumenti utilizzati.
  • Acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari.
  • Acquisto prodotti detergenti e disinfettanti.
  • Acquisto di termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti. Il tutto compreso le eventuali spese di installazione.
  • Acquisto di barriere e pannelli protettivi, compreso eventuali spese di installazione.

Art. 186: credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari

Limitatamente all’anno 2020, il Credito d’Imposta Pubblicità è concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti effettuati.

Altro elemento molto importante è la variazione della base di calcolo che si identifica con il valore dell’investimento nella sua totalità per l’anno 2020.

Quindi è stato abolito il calcolo del valore incrementale dell’investimento rispetto al precedente anno fiscale, così come il non aver mai sostenuto investimenti pubblicitari.

La dotazione finanziaria è pari a 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online e nel limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Come si beneficia di questo credito di imposta? Ci sono due fasi.

1- La prenotazione dove andrà inserito l’importo massimo previsionale di spesa per l’anno 2020; la comunicazione telematica dovrà essere presentata nel periodo compreso tra il 1° ed il 30 settembre 2020.

2- Nella seconda fase dall’1 gennaio al 31 gennaio 2021 si indicherà il totale delle fatture effettivamente contabilizzate relative alle spese pubblicitarie sostenute dall’1 gennaio 2020 al 31 gennaio 2021

Entro il mese di marzo 2021 dovrebbe essere emanato l’elenco di tutte le Società ammesse al credito

Le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restano comunque valide.

Per una maggior chiarezza di chi ci legge, ricordiamo che i seguenti Investimenti sono esclusi:

– Grafica pubblicitaria su cartelloni fisici*
– Volantini cartacei periodici.
– Pubblicità su cartellonistica.
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– Pubblicità tramite social o piattaforme online, banner pubblicitari su portali online, ecc..

Il regolamento stabilisce inoltre che sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per:

– L’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipologia.

– La trasmissione o l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Altresì ricordiamo alcuni elementi fondamentali per rendere le spese ammissibili:

Per poter beneficiare del credito di imposta pubblicità, gli investimenti dovranno essere attestati.

Tra i soggetti legittimati al rilascio dell’attestazione di effettuazione delle spese rientrano anche i commercialisti, i ragionieri, i periti commerciali e i consulenti del lavoro.

L’attestazione riguarda esclusivamente l’effettività del sostenimento delle spese.

La dichiarazione che gli investimenti indicati rientrano tra quelli ammissibili, ai sensi dell’art. 3 del DPCM 16 maggio 2018 n. 90, deve essere infatti rilasciata dal beneficiario mediante la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi degli artt. 75 e 76 del DPR 445/2000, contenuta nella comunicazione telematica.

Art. 244: credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno

Per il triennio 2020 – 2021 – 2022, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la misura del credito d’imposta per gli investimenti in R&S, inclusi i progetti di R&S in materia di COVID-19, è aumentata come segue:

  • Dal 12% al 25% per le grandi imprese.
  • Dal 12% al 35% per le medie imprese.
  • Dal 12% al 45% per le piccole imprese.

Il Credito di Imposta R&D rimane uno degli strumenti agevolativi più concreti degli ultimi anni.

E’ altresì importante affidarsi a Società in grado di realizzare i dossier fiscali seguendo le regole ferree imposte dall’Agenzia delle Entrate e dal Mise, ma soprattutto in linea con il Manuale di Frascati

Consulenza e Risorse mette a disposizione dei suoi Clienti, Team dedicati composti da tecnici, fiscalisti, ricercatori, docenti universitari, al fine di elaborare dossier fiscali di alto profilo, ma soprattutto in linea con le normative vigenti.

Inoltre in molti casi, mettiamo in connessione le Aziende con le start up nostre Clienti, attraverso contratti di ricerca e sviluppo extra muros, per rendere ancora più performanti i progetti delle Imprese.

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