Conto Termico 3.0 – Nuovi chiarimenti GSE in arrivo!
Temi complessi che, se non supportati da un ingegnere qualificato, rischiano o di trasformarsi in boomerang per le imprese o di non consentire l’accesso a strumenti incentivanti che possono senza ombra di dubbio fare la differenza.
Mentre il settore attende la riapertura del portale GSE (fermo dal 2 marzo, ma con rumors di un riavvio imminente), il Gestore ha pubblicato 4 nuove FAQ cruciali.
Non sono semplici risposte, ma una vera guida all’applicazione del D.M. 7 agosto 2025.
Il messaggio è chiaro: il Conto Termico 3.0 premia la qualità progettuale, non l’automatismo.
Ecco la sintesi tecnica dei nuovi chiarimenti:
Il nuovo Conto Termico 3.0 ha segnato un debutto da record, confermandosi l’incentivo trainante della transizione energetica in Italia.
In pochissimi giorni dall’apertura, il volume di richieste ha travolto ogni previsione: 1,3 miliardi di euro di incentivi prenotati, a fronte di circa 2.200 istanze pervenute.
Di fronte a questa straordinaria partecipazione — trainata in particolare dai piccoli Comuni e dalla Pubblica Amministrazione — il GSE ha comunicato la sospensione temporanea della presentazione di nuove domande.
1. Diagnosi Energetica: occhio ai mq!
Il rimborso per la Diagnosi Energetica non è forfettario sulla superficie catastale.
Il criterio: si calcola esclusivamente sulla superficie utile riscaldata dell’edificio oggetto di intervento.
Rischio Professionisti: errori nella perimetrazione energetica o l’inclusione di zone non riscaldate porteranno a una riduzione proporzionale dell’incentivo.
2. Sistemi Ibridi: Standard UNI EN 15502
Per evitare “sovradimensionamenti” della parte fossile a discapito della pompa di calore:
il requisito: la potenza termica nominale della caldaia deve essere riferita a 80/60 °C.
Obiettivo: garantire la prevalenza della fonte rinnovabile e la reale decarbonizzazione, come previsto dal decreto.
3. Accessori e Building Automation: la coerenza è tutto.
Valvole termostatiche e BACS non sono “omaggi” nel pacchetto, ma devono avere una collocazione precisa:
Intervento II.B: ammesse valvole e sistemi di termoregolazione se funzionali all’impianto.
Intervento II.F: ammessi solo dispositivi di Building Automation per servizi specifici (HVAC, ACS, illuminazione).
Nota bene: le spese sono ammissibili solo se strettamente funzionali e imputate alla corretta tipologia di intervento.
4. nZEB e POD Unico: soluzioni complesse
È possibile gestire configurazioni con un unico POD a servizio di più edifici (es. campus o aggregati) per il fotovoltaico?
Sì, ma a condizioni rigide: bisogna dimostrare l’indipendenza strutturale del fabbricato e imputare esclusivamente la quota di potenza PV destinata all’edificio oggetto di verifica nZEB.
Documentazione: serve una coerenza millimetrica tra configurazione energetica e amministrativa.
Commento personale:
Il Conto Termico 3.0 sta evolvendo da semplice incentivo a strumento selettivo. Il GSE sta alzando l’asticella: non basta più che l’intervento sia “completo” ediliziamente, deve essere “coerente” energeticamente.
Per i tecnici il paradigma cambia: la sfida non è solo conoscere la norma, ma saperne anticipare l’interpretazione per blindare l’incentivo dei clienti.
Luigi Jovacchini – CIO di CeR
Conto Termico 3.0 – Nuovi chiarimenti GSE in arrivo!
Temi complessi che, se non supportati da un ingegnere qualificato, rischiano o di trasformarsi in boomerang per le imprese o di non consentire l’accesso a strumenti incentivanti che possono senza ombra di dubbio fare la differenza.
Mentre il settore attende la riapertura del portale GSE (fermo dal 2 marzo, ma con rumors di un riavvio imminente), il Gestore ha pubblicato 4 nuove FAQ cruciali.
Non sono semplici risposte, ma una vera guida all’applicazione del D.M. 7 agosto 2025.
Il messaggio è chiaro: il Conto Termico 3.0 premia la qualità progettuale, non l’automatismo.
Ecco la sintesi tecnica dei nuovi chiarimenti:
Il nuovo Conto Termico 3.0 ha segnato un debutto da record, confermandosi l’incentivo trainante della transizione energetica in Italia.
In pochissimi giorni dall’apertura, il volume di richieste ha travolto ogni previsione: 1,3 miliardi di euro di incentivi prenotati, a fronte di circa 2.200 istanze pervenute.
Di fronte a questa straordinaria partecipazione — trainata in particolare dai piccoli Comuni e dalla Pubblica Amministrazione — il GSE ha comunicato la sospensione temporanea della presentazione di nuove domande.
1. Diagnosi Energetica: occhio ai mq!
Il rimborso per la Diagnosi Energetica non è forfettario sulla superficie catastale.
Il criterio: si calcola esclusivamente sulla superficie utile riscaldata dell’edificio oggetto di intervento.
Rischio Professionisti: errori nella perimetrazione energetica o l’inclusione di zone non riscaldate porteranno a una riduzione proporzionale dell’incentivo.
2. Sistemi Ibridi: Standard UNI EN 15502
Per evitare “sovradimensionamenti” della parte fossile a discapito della pompa di calore:
il requisito: la potenza termica nominale della caldaia deve essere riferita a 80/60 °C.
Obiettivo: garantire la prevalenza della fonte rinnovabile e la reale decarbonizzazione, come previsto dal decreto.
3. Accessori e Building Automation: la coerenza è tutto.
Valvole termostatiche e BACS non sono “omaggi” nel pacchetto, ma devono avere una collocazione precisa:
Intervento II.B: ammesse valvole e sistemi di termoregolazione se funzionali all’impianto.
Intervento II.F: ammessi solo dispositivi di Building Automation per servizi specifici (HVAC, ACS, illuminazione).
Nota bene: le spese sono ammissibili solo se strettamente funzionali e imputate alla corretta tipologia di intervento.
4. nZEB e POD Unico: soluzioni complesse
È possibile gestire configurazioni con un unico POD a servizio di più edifici (es. campus o aggregati) per il fotovoltaico?
Sì, ma a condizioni rigide: bisogna dimostrare l’indipendenza strutturale del fabbricato e imputare esclusivamente la quota di potenza PV destinata all’edificio oggetto di verifica nZEB.
Documentazione: serve una coerenza millimetrica tra configurazione energetica e amministrativa.
Commento personale:
Il Conto Termico 3.0 sta evolvendo da semplice incentivo a strumento selettivo. Il GSE sta alzando l’asticella: non basta più che l’intervento sia “completo” ediliziamente, deve essere “coerente” energeticamente.
Per i tecnici il paradigma cambia: la sfida non è solo conoscere la norma, ma saperne anticipare l’interpretazione per blindare l’incentivo dei clienti.
Luigi Jovacchini – CIO di CeR