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IBC o un fusto d’acciaio: solo un contenitore

By 3 Agosto 2026Agosto 6th, 2026No Comments
sostenibilità e imballaggio

Cisternette e fusti nell’era del PPWR: la conformità diventa una questione di prova.

Per anni un IBC o un fusto d’acciaio sono stati “solo un contenitore”. Con il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, non basta più.

Il regolamento impone di ragionare sull’intero ciclo di vita di ogni imballaggio, anche da trasporto. E per gli imballaggi industriali riutilizzabili la domanda chiave diventa una sola: dov’è stato questo contenitore, e cosa gli è successo?

Perché IBC e fusti sono al centro:

– l’art. 29 fissa obiettivi di riutilizzo per gli imballaggi da trasporto (dal 2030, almeno il 40% riutilizzabile in un sistema di riuso)

– ma gli obiettivi NON si applicano alle merci pericolose: molti fusti e IBC ADR sono esclusi dai target, pur restando dentro gli altri obblighi PPWR e agli obblighi di ricondizionamento e riqualifica UN

Il vero nodo è l’evidenza per singola unità. Il PPWR sposta l’asticella dalla dichiarazione alla prova: rotazioni e tasso di riuso, documentazione da conservare 10 anni, rendicontazione EPR, storia di lavaggi e ricondizionamenti, dati ESG verificabili. Una media stimata o un foglio Excel non reggono un audit.

E il problema è strutturale: il ciclo di vita di un IBC coinvolge riempitore, vettore, utilizzatore, ricondizionatore e gestore rifiuti. Nessuno, da solo, possiede la verità completa.

Qui entrano due tecnologie complementari:

– RFID → dà al contenitore un’identità fisica leggibile a distanza, anche dopo lavaggi e urti (tag on-metal). Ogni passaggio genera un evento datato.

– Blockchain → un registro condiviso, neutrale e immutabile, dove ogni evento è una voce firmata. Certificati di ricondizionamento con provenienza dimostrabile e smart contract per riuso ed EPR.

Insieme creano il gemello digitale del contenitore: un passaporto che lo accompagna dall’immissione sul mercato fino al fine vita. È la direzione stessa del PPWR (etichetta digitale, passaporto di prodotto).

Per cisternette e fusti, il PPWR non è solo un tema di materiali: è un tema di dati e di prova. RFID e blockchain non sono un’aggiunta opzionale, ma l’infrastruttura che trasforma un obbligo in vantaggio: meno perdite, meno contenziosi, dati ESG credibili.

La tua flotta di contenitori è pronta a raccontare la propria storia?

Luigi Jovacchini – CIO di CeR

sostenibilità e imballaggio

Cisternette e fusti nell’era del PPWR: la conformità diventa una questione di prova.

Per anni un IBC o un fusto d’acciaio sono stati “solo un contenitore”. Con il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, non basta più.

Il regolamento impone di ragionare sull’intero ciclo di vita di ogni imballaggio, anche da trasporto. E per gli imballaggi industriali riutilizzabili la domanda chiave diventa una sola: dov’è stato questo contenitore, e cosa gli è successo?

Perché IBC e fusti sono al centro:

– l’art. 29 fissa obiettivi di riutilizzo per gli imballaggi da trasporto (dal 2030, almeno il 40% riutilizzabile in un sistema di riuso)

– ma gli obiettivi NON si applicano alle merci pericolose: molti fusti e IBC ADR sono esclusi dai target, pur restando dentro gli altri obblighi PPWR e agli obblighi di ricondizionamento e riqualifica UN

Il vero nodo è l’evidenza per singola unità. Il PPWR sposta l’asticella dalla dichiarazione alla prova: rotazioni e tasso di riuso, documentazione da conservare 10 anni, rendicontazione EPR, storia di lavaggi e ricondizionamenti, dati ESG verificabili. Una media stimata o un foglio Excel non reggono un audit.

E il problema è strutturale: il ciclo di vita di un IBC coinvolge riempitore, vettore, utilizzatore, ricondizionatore e gestore rifiuti. Nessuno, da solo, possiede la verità completa.

Qui entrano due tecnologie complementari:

– RFID → dà al contenitore un’identità fisica leggibile a distanza, anche dopo lavaggi e urti (tag on-metal). Ogni passaggio genera un evento datato.

– Blockchain → un registro condiviso, neutrale e immutabile, dove ogni evento è una voce firmata. Certificati di ricondizionamento con provenienza dimostrabile e smart contract per riuso ed EPR.

Insieme creano il gemello digitale del contenitore: un passaporto che lo accompagna dall’immissione sul mercato fino al fine vita. È la direzione stessa del PPWR (etichetta digitale, passaporto di prodotto).

Per cisternette e fusti, il PPWR non è solo un tema di materiali: è un tema di dati e di prova. RFID e blockchain non sono un’aggiunta opzionale, ma l’infrastruttura che trasforma un obbligo in vantaggio: meno perdite, meno contenziosi, dati ESG credibili.

La tua flotta di contenitori è pronta a raccontare la propria storia?

Luigi Jovacchini – CIO di CeR